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Provedel vive in un mondo alla rovescia...
Insuperabile a Vercelli, sempre battuto ora: «Ma il 5-3 a me sta bene, basta vincere»
EMPOLI. Pensate al vostro mondo quotidiano, quello professionale per la precisione. Poi immaginate di capovolgerlo completamente. Ecco, probabilmente avrete una vaga idea di quel che sta passando Ivan Provedel, che si trova nello scomodo ruolo di portiere dell’Empoli. Sì, scomodo. Anche se lui (e lo vedremo dopo...) la pensa diversamente. Scomodo perché ogni volta che scende in campo è condannato a incassare, a subire gol. Eppure il suo rendimento è decisamente buono. Eppure lo scorso anno, con la Pro Vercelli, aveva persino stabilito il record di imbattibilità con 615 minuti senza reti al passivo. È come vivere dentro un paradosso, insomma: insuperabile con una squadra che lottava per la salvezza, perforabile con una realtà che vuole (e deve) essere protagonista.
Eppure il ragazzo di Pordenone in questa situazione sembra starci benissimo. D’altra parte si parla di un portiere che fino ai 14 anni (e non è passato un secolo visto che è nato nel 1994...) giocava fantasista. «Di sicuro prendere gol sistematicamente non mi piace – racconta – anzi mi fa proprio imbestialire. Ma anche l’anno scorso, con la Pro Vercelli, per tutta la prima parte di campionato di gol ne abbiamo presi anche troppi. Poi siamo cresciuti. E comunque avevamo un atteggiamento diverso».
In che senso?
«Che la filosofia non era quella dell’Empoli. Oggi gioco in una squadra che vuole fare gioco, creare occasioni. E così magari capita di lasciare qualche spazio di troppo. Però stiamo crescendo, proprio come fece quella Pro Vercelli».
Eppure anche col Cesena non tutto è andato bene...
«Ma fino al 90’ è stata senza dubbio la nostra miglior prestazione a livello di fase difensiva. I miei compagni hanno fatto benissimo e non mi sono mai sentito in pericolo. Sul primo gol, poi, puoi farci poco. Se da fuori area la piazzano all’incrocio dei pali... Semmai c’è stato un calo di tensione, al 90’, che non doveva esserci. Anche perché in passato certi errori li abbiamo pagati cari. Ma, ripeto, togliendo il recupero la prova in fase di non possesso, quindi dei tre difensori ma anche di tutti i miei compagni, è stata ottima».
Sembra di capire che a lei perdere 5-3 non dispiaccia poi così tanto.
«Anche 5-4, se è per questo. L’importante è che l’Empoli vinca. E stavolta era particolarmente importante perché venivamo da un periodo un po’ così».
E ora c’è il Frosinone del suo ex allenatore Longo.
«Un tecnico bravo e preparato. Conoscendolo cercherà di preparare la partita sfruttando quelli che ritiene essere i nostri punti deboli. Noi faremo altrettanto e, ovviamente, speriamo di essere più bravi».
È una partita già importantissima?
«Vogliamo vincerla perché i tre punti possono pesare sia a livello di classifica che di consapevolezza. Per ora questo è un campionato pazzo, dove può succedere di tutto, e un risultato importante in uno scontro diretto di sicuro aiuta a fare ancora meglio».
Col Cesena ha giocato la sua gara numero 100 in Serie B: niente male a 23 anni...
«È una soddisfazione. E ne sono orgoglioso. Soprattutto per aver tagliato questo traguardo con una società importante come l’Empoli».
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