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Contro l’emergenza Vivarini sceglie la strada del coraggio
di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
EMPOLI. Ci sono due modi per affrontare una situazione difficile, causa assenze: il primo è cercare di serrare le fila e far passare la burrasca, l’altro è il coraggio. E in attesa dell’unico...
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EMPOLI. Ci sono due modi per affrontare una situazione difficile, causa assenze: il primo è cercare di serrare le fila e far passare la burrasca, l’altro è il coraggio. E in attesa dell’unico verdetto che conta, quello del campo, c’è da registrare che Vincenzo Vivarini e il suo Empoli hanno scelto la seconda opzione.
i MOTIVI. Se pensi di valere e hai ambizioni, in sostanza, non ci sono squalifiche e nazionali che tengano. È questo il messaggio veicolato dalle scelte del tecnico, che oggi potrebbe andare a sfidare la Pro Vercelli, al Piola, con due fantasisti e due punte in campo dall’inizio nel confermato 3-4-1-2. Ed è un segnale bello, importate. Determinante, invece, sarà come lo raccoglierà la squadra, che per trovare solidità deve per forza essere più decisa, sicura, convinta. Senza snobbare l’avversario, peraltro reduce da uno storico successo nel derby a Novara, ma convinto dei propri mezzi.
LA CHIAVE. Diciamolo chiaramente: non è un dramma, oggi, non essere più al primo posto. Conta restare nel gruppo di testa, questo sì, ma soprattutto crescere. Il definitivo salto di qualità non è ancora arrivato, il potenziale non del tutto espresso. Quindi è necessario almeno proseguire nel percorso dei progressi. E, soprattutto, tornare a graffiare lontano dal Castellani. L’Empoli ha già perso troppe occasioni e troppe partite. Ora, visto che ha i valori per farlo, deve chiarire le proprie intenzioni, le proprie ambizioni. Non sbandierando obiettivi a parole, ma imponendo la sua legge sul campo. Ed è importante che cominci a farlo proprio oggi, perché la sfida con la Pro Vercelli è piena di trappole.
MIGLIORARE. Lo sa bene Vincenzo Vivarini, che non a caso chiede ai suoi qualcosa di meglio e qualcosa di più. «Veniamo da prestazioni che ci hanno lasciato amaro in bocca per i risultati e per qualcosa che ci è mancato – analizza il tecnico azzurro – dobbiamo crescere fuori casa, la squadra è stata ricettiva in settimana e mi aspetto una prestazione sopra le righe. Dobbiamo metterci le motivazioni giuste per migliorare in trasferta. Analizzando i gol presi, grossi errori tattici non ce ne sono, si tratta anche di episodi. Ma dobbiamo evitare anche quelle occasioni che gli avversari creano. Andiamo a Vercelli con grande accanimento e voglia di riuscire a fare quello che sappiamo fare. Servono decisione e attenzione». Dietro, ma non solo. «Nel momento in cui vogliamo avere maggiore equilibrio togliamo alla fase di sviluppo – spiega – la strada, però, è quella buona. In settimana vedo i frutti del lavoro, soprattutto in fase difensiva, nelle posture del corpo, nell’aggredire la palla, all'inizio eravamo rigidi, adesso non più». La Pro Vercelli arriva carica dalla vittoria nel derby col Novara e giocherà sulle ali dell’entusiasmo. «La Pro Vercelli gioca a calcio – dice Vivarini – è una squadra propositiva. Dovremo stare concentrati, proveremo a imporre il nostro gioco. Il campo in sintetico? È tutto diverso, ma noi abbiamo le nostre risorse e dobbiamo sfruttarle».
LE SCELTE. A centrocampo, complici le assenze, ci sarà una rivoluzione. «Abbiamo tante soluzioni. Giocheremo con una mediana nuova ma non sprovveduta. Chi magari scenderà in campo, come ad esempio Lollo, anche se non è al top ci può dare una mano». Le assenze ci saranno anche in difesa. «Chiunque giochi l’importante è mantenere i concetti su cui abbiamo lavorato e sono convinto che faremo bene». Gli azzurri non vogliono perdere terreno in classifica. «Dobbiamo fare punti ora – afferma il tecnico – e mantenere la classifica che abbiamo, per arrivare nel momento decisivo della stagione con forza nelle gambe e idee chiare nella testa. Marzo-aprile è il periodo decisivo, dobbiamo tenere alta la guardia. Per ottenere i risultati sperati ci vuole pazienza ma la piazza lo sa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
i MOTIVI. Se pensi di valere e hai ambizioni, in sostanza, non ci sono squalifiche e nazionali che tengano. È questo il messaggio veicolato dalle scelte del tecnico, che oggi potrebbe andare a sfidare la Pro Vercelli, al Piola, con due fantasisti e due punte in campo dall’inizio nel confermato 3-4-1-2. Ed è un segnale bello, importate. Determinante, invece, sarà come lo raccoglierà la squadra, che per trovare solidità deve per forza essere più decisa, sicura, convinta. Senza snobbare l’avversario, peraltro reduce da uno storico successo nel derby a Novara, ma convinto dei propri mezzi.
LA CHIAVE. Diciamolo chiaramente: non è un dramma, oggi, non essere più al primo posto. Conta restare nel gruppo di testa, questo sì, ma soprattutto crescere. Il definitivo salto di qualità non è ancora arrivato, il potenziale non del tutto espresso. Quindi è necessario almeno proseguire nel percorso dei progressi. E, soprattutto, tornare a graffiare lontano dal Castellani. L’Empoli ha già perso troppe occasioni e troppe partite. Ora, visto che ha i valori per farlo, deve chiarire le proprie intenzioni, le proprie ambizioni. Non sbandierando obiettivi a parole, ma imponendo la sua legge sul campo. Ed è importante che cominci a farlo proprio oggi, perché la sfida con la Pro Vercelli è piena di trappole.
MIGLIORARE. Lo sa bene Vincenzo Vivarini, che non a caso chiede ai suoi qualcosa di meglio e qualcosa di più. «Veniamo da prestazioni che ci hanno lasciato amaro in bocca per i risultati e per qualcosa che ci è mancato – analizza il tecnico azzurro – dobbiamo crescere fuori casa, la squadra è stata ricettiva in settimana e mi aspetto una prestazione sopra le righe. Dobbiamo metterci le motivazioni giuste per migliorare in trasferta. Analizzando i gol presi, grossi errori tattici non ce ne sono, si tratta anche di episodi. Ma dobbiamo evitare anche quelle occasioni che gli avversari creano. Andiamo a Vercelli con grande accanimento e voglia di riuscire a fare quello che sappiamo fare. Servono decisione e attenzione». Dietro, ma non solo. «Nel momento in cui vogliamo avere maggiore equilibrio togliamo alla fase di sviluppo – spiega – la strada, però, è quella buona. In settimana vedo i frutti del lavoro, soprattutto in fase difensiva, nelle posture del corpo, nell’aggredire la palla, all'inizio eravamo rigidi, adesso non più». La Pro Vercelli arriva carica dalla vittoria nel derby col Novara e giocherà sulle ali dell’entusiasmo. «La Pro Vercelli gioca a calcio – dice Vivarini – è una squadra propositiva. Dovremo stare concentrati, proveremo a imporre il nostro gioco. Il campo in sintetico? È tutto diverso, ma noi abbiamo le nostre risorse e dobbiamo sfruttarle».
LE SCELTE. A centrocampo, complici le assenze, ci sarà una rivoluzione. «Abbiamo tante soluzioni. Giocheremo con una mediana nuova ma non sprovveduta. Chi magari scenderà in campo, come ad esempio Lollo, anche se non è al top ci può dare una mano». Le assenze ci saranno anche in difesa. «Chiunque giochi l’importante è mantenere i concetti su cui abbiamo lavorato e sono convinto che faremo bene». Gli azzurri non vogliono perdere terreno in classifica. «Dobbiamo fare punti ora – afferma il tecnico – e mantenere la classifica che abbiamo, per arrivare nel momento decisivo della stagione con forza nelle gambe e idee chiare nella testa. Marzo-aprile è il periodo decisivo, dobbiamo tenere alta la guardia. Per ottenere i risultati sperati ci vuole pazienza ma la piazza lo sa».
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