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IL COMMENTO

La sconfitta non sposta il giudizio sull'Empoli

di ALESSANDRO MARINAI
La sconfitta non sposta il giudizio sull'Empoli

Col Cittadella è arrivata la prima sconfitta stagionale per gli azzurri, un passaggio a vuoto che ci può stare nel processo di costruzione della squadra dopo un avvio di campionato andato oltre le aspettative

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Col Cittadella è arrivata la prima sconfitta stagionale per l’Empoli, un passaggio a vuoto che ci può stare nel processo di costruzione della squadra dopo un avvio di campionato andato oltre le aspettative. Al termine di una settimana che prevedeva 3 partite la squadra è parsa stanca mentalmente più che fisicamente, e il reparto che ha sofferto di più, paradossalmente, è stato il centrocampo che in occasione del turno infrasettimanale era stato l’unico a subire un massiccio turnover. Nessun campanello d’allarme, come detto, metteremmo la firma per perdere una partita ogni 6 giocate con 11 punti all’attivo. Anche l’Empoli di Sarri nell’anno della promozione in A perse la terza gara del trittico settimanale, allora era la 7ª giornata e non la sesta e l’avversario era, guarda caso, l’Avellino che sarà il prossimo team sulla strada degli azzurri. I ragazzi di Vivarini non hanno saputo imporsi contro una squadra che ha fatto di tutto per sporcare la partita, che ha fatto ostruzionismo fin da subito, dopo il gol realizzato nei primi minuti nell’unica disattenzione della difesa (apparsa comunque in crescita). Una sconfitta dalla quale trarre insegnamento, perché nel lungo cammino che ci porterà fino a maggio ce ne saranno altre di Cittadella, di squadre che cercheranno di speculare.

LO SPECIALE SUGLI AZZURRI

Va detto che l’Empoli non meritava di uscire sconfitto alla luce delle occasioni, dal palo di Donnarumma alla clamorosa chance capitata a Krunic e sventata dall’ottimo portiere veneto tanto per citare le più importanti. Ciò che conta, e questo il pubblico lo ha capito, è che la squadra ci abbia provato fino alla fine e il passo falso non cambia di una virgola il giudizio sulla squadra che rimane altamente positivo. Deve solo lavorare per migliorare, per acquisire cinismo e maggior concretezza, per sfruttare meglio una mole di gioco e di occasioni da gol che non sono mai mancate. Nemmeno in una giornata così così come quella di sabato scorso. Il primo obiettivo è stato raggiunto, col ritrovato feeling con i tifosi, il secondo è sulla buona strada ed è quello della ricerca di un assetto base, e il terzo, a breve scadenza, sarà quello di coinvolgere ed alternare sempre più elementi per gestire al meglio le risorse di un gruppo di qualità senza snaturarne l’identità. Ad oggi l’Empoli è la squadra che ha impiegato meno giocatori di tutti, appena 19. Col senno di poi potremmo dire che forse si poteva avere più coraggio, osare e togliere un centrocampista quando è entrato Ninkovic, ma sono congetture che non troveranno mai un riscontro oggettivo. Di sicuro c’è che la squadra avrebbe perso equilibrio e non sempre paga presentare una spiccata trazione anteriore. Vivarini, caratterialmente, è l’icona dell’equilibrio e la tranquillità con la quale ha accolto la sconfitta è quella di chi sa dove andare a mettere le mani.


 

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