Il Tirreno

Empoli

«Empoli, la caduta costerà almeno 15 milioni»

di David Biuzzi
L'amministratore delegato Ghelfi e il presidente Corsi (foto agenzia Carlo Sestini)
◗
L'amministratore delegato Ghelfi e il presidente Corsi (foto agenzia Carlo Sestini)

Il paracadute c’è ma non basta: l’amministratore delegato Ghelfi quantifica il danno

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Un tesoretto di 3,5 milioni bruciati in una notte, quella maledetta di Palermo, più di 15 già persi e una svalutazione della rosa tutta da decifrare e quantificare. Meno male che c’è il “paracadute”, insomma, altrimenti l’Empoli si sarebbe davvero sfracellato. O almeno così avrebbero fatto i suoi conti.

«Chi pensa che retrocedere sia una convenienza forse dovrebbe rivedere i calcoli – sottolinea Francesco Ghelfi, amministratore delegato dell’Empoli – perché quel paracadute di 25 milioni, in sostanza, è l’unica vera entrata su cui poter contare. E, in realtà, la cifra non è neanche quella».

In che senso?

«Che al terz’ultimo posto non ha diritto ai soldi del piazzamento, essendo retrocesso non prendi la mutualità per le squadre di B né la quota di quello lasciato dal Verona che sarebbe stata di 1,1 milioni. Insomma in una notte sole ci siamo giocati già tutti questi soldi».

In generale avete già quantificato quanto costa la retrocessione?

«Non nel dettaglio, perché ci sono aspetti che sono destinati a restare comunque ipotetici. Penso, ad esempio, alla rosa dei giocatori. Perché gli stessi identici calciatori nel massimo campionato hanno un valore di mercato in Serie B ne hanno un altro. Ovviamente e drasticamente inferiore. Ad occhio, e non credo di esagerare, siamo sui 10 milioni circa».

Quali altri voci saranno in perdita?

«Ovviamente il botteghino. Per l’Empoli non è mai un incasso clamoroso, è vero, ma in questi anni di Serie A fra abbonamenti e biglietti per le partite, considerate soprattutto quelle contro le big, potevamo arrivare a prendere circa 2 milioni. Nel campionato inferiore credo che nella migliore delle ipotesi potranno essere 500.000 euro».

Lo stesso discorso sarà relativo alla pubblicità?

«Esatto. Quando sei nel massimo campionato non vendi il prodotto Empoli ma il prodotto Serie A. Quando scendi un gradino, ovviamente, il discorso cambia. E non certo in meglio. Però in queste stagioni abbiamo maturato una certa esperienza e proveremo comunque a limitare i danni mettendoci in proprio».

Passiamo al tasto più dolente: i dritti tv...

«Beh, in questo caso la differenza è davvero abissale. Nella passata stagione, grazie anche al decimo posto raggiunto, abbiamo incassato 32 milioni. In questa anche arrivando quart’ultimi sarebbero stati 29 milioni. Minimo, perché la cifra poteva anche crescere a seconda della cessione dei vari pacchetti. È vero che al momento non è iniziata bene, con il passo indietro di Mediaset, ma alla fine anche i diritti per le trasmissioni sui social potrebbero avere un peso. Comunque di sicuro c’è che in B l’incasso complessivo è di 25 milioni, che divisi per le 22 squadre fanno 1,1. Ed è quella la cifra che prenderemo. Dunque, rispetto all’anno scorso e alle previsioni di quest’anno, sono 30 milioni in meno».

In definitiva sembra di capire che, mettendo nel conto anche il paracadute, la perdita dovrebbe andare dai 15 milioni in su.

«Esatto. Poi dipenderà dalla forza che riusciremo ad avere sul mercato. Ma abbiamo perso, o forse sarebbe il caso di dire gettato via, almeno 15 milioni. Proprio un bell’affare...».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web