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Empoli

«Scusate, è colpa mia ho preteso troppo da un gruppo fragile» 

di Alessandro Marmugi
«Scusate, è colpa mia ho preteso troppo da un gruppo fragile» 

Martusciello sulla retrocessione dell’Empoli: tristezza infinita Sono stato arrogante anche per proteggere la squadra

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EMPOLI. Ci ha pensato e ripensato in queste ore Giovanni Martusciello. Agli errori, a cosa non ha funzionato. A quell’incredibile sconfitta di Palermo che ha condannato l’Empoli alla serie B. Ha provato ad analizzare a mente fredda una stagione difficile da decifrare è terminata con un epilogo drammatico. A bocce ferme il tecnico azzurro non nasconde tutta la sua tristezza e il suo rammarico per come è andata la stagione.
«Chiaramente ho un enorme vuoto e un grande dispiacere – spiega il mister – una tristezza infinita, perché retrocedere come siamo retrocessi fa male. In questi giorni mi sto guardando indietro per vedere cosa è successo e come è andata questa annata. Sto cercando di riordinare le idee, sicuramente in certi aspetti ho grandi colpe, la ferita è ancora aperta e dovrà passare del tempo per rimarginarla».
Il tecnico non si nasconde e si prende tutte le responsabilità per quello che è accaduto «Ho gravi colpe – ammette, parlando ai microfoni di Antenna 5 – in quello che non sono riuscito a trasmettere alla squadra, in come ero io. Ho preteso troppo da ragazzi che avevano altri tipi di sentimenti, altre sensazioni, la colpa non è della squadra ma solo mia per non aver trasmesso ciò che posso stato da giocatore. Nell’arco di una stagione ci sono state anche altre componenti che hanno influito. Mi dispiace per la gente, per l’Empoli, per la mia famiglia, ci abbiamo provato con tutte le nostre forze volevamo che non andasse così».
«Dispiace di aver assunto un atteggiamento che è sembrato arrogante – dice il mister – a volte l’ho fatto di proposito per togliere responsabilità alla squadra, perché vedevo la loro fragilità. Altre volte ho sbagliato, ho provato a difendermi perché sono stato attaccato sulla persona. Mi sono chiuso e ho dato un segnale sbagliato».
Difficile invece dare una risposta sull’inspiegabile calo nel finale di stagione. «La domanda a cui mi sono posto e a cui non trovò una risposta – dice il tecnico – è il perché dopo Firenze e Milano col Sassuolo non abbiamo avuto una reazione. Non ho ancora capito perché non l’abbiamo affrontata con serenità, non riesco a capacitarmi di quella reazione, eravamo fragili sotto l’aspetto emotivo. Ho trovato reazione differenti da una settimana all’altra. Con l’Atalanta sfidavamo una squadra superiore, ma su Palermo stendiamo un velo pietoso, avevamo l’opportunità di salvarci, avevamo creato occasioni, siamo rimasti bloccati nonostante si sia fatta una settimana di serenità e armonia». Eppure ad inizio anno c’era grande entusiasmo, forse anche troppo. «Avevo a disposizione un gruppo valido per affrontare un campionato difficoltoso, abbiamo perso a Crotone nel girone di ritorno; quella partita lì è stata determinata dalla finestra di mercato, alla fine è venuto fuori un risultato devastante perché abbiamo perso in malo modo contro una squadra che sulla carta era inferiore a noi ma che alla fine si è dimostrata superiore».
Tante polemiche hanno suscitato le dichiarazioni del mister che ha parlato dopo la gara di Palermo di pressione mediatica. «Ho parlato di pressione perché la squadra non riusciva a sostenerla – dice –, pressione mediatica e di classifica. Per mediatica non parlo della città di Empoli ma a livello nazionale. Si è parlato di paracadute, tutti facevano il tifo per il Crotone e questo ci ha penalizzati. Siamo andati in ritiro per isolarci anche se a me i ritiri non sono mai piaciuti. Sono quasi penalizzanti, ma alla fine mi sono adeguato alle decisioni della società».
Ora però è il momento di voltare pagina e di ricominciare, prima però l’allenatore azzurro ha un pensiero per i tifosi. «Mi scuso con loro, forse li ho portati io a comportarsi in un certo modo, è una cosa che mi colpisce nell’anima e un qualcosa che mi rimane dentro. Ora sto cercando solo gli errori e i difetti realizzerò tutto quello che ho fatto più avanti, ma so che partirò con un bagaglio di esperienza in più e cercherò di non ripeterli più questi errori. È stata comunque un’esperienza straordinaria. Dove mi vedo in futuro? A Coverciano – chiosa – a terminare il corso per allenatore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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