Il Tirreno

Empoli

C’è tutto, ma non l’Empoli 

di David Biuzzi
C’è tutto, ma non l’Empoli 

Sbatte contro limiti e paure vanificando l’effetto Castellani e il ko del Crotone

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EMPOLI. «Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere». Già, sembra di vivere una scena di Frankenstein Junior, cult-movie di Mel Brooks del 1974. Quella, non a caso, del cimitero, e del dialogo fra l’assistente (Igor) e il dottore (Victor). La differenzia, purtroppo sostanziale, è che si tratta di un film comico. Ma l’ambientazione ci sta tutta. Perché i due stanno scavando una fossa ed è proprio quello che sta facendo l’Empoli. Che continua a fare, anzi. Perché il giorno dei giorni, quello che poteva regalare la salvezza, si trasforma nell’ennesimo boccone amaro di una stagione piena di delusioni e di sofferenza. Che, ora è scritto, accompagnerà gli azzurri fino alla fine. Perché, ed ecco spiegato perché potrebbe andar peggio, nonostante tutto l’Empoli è ancora padrone del suo destino. Perché il Real Crotone perde (dopo una vita e mezzo...) e all’ultima maledetta domenica (si giocherà alle 20,45, data e orario sono stati ufficializzati dalla Lega) si presenta con 1 prezioso punto di vantaggio.
MATCH POINT FALLITO. Insomma, la Juventus fa il suo dovere (come annunciato) e Empoli anche. Perché al Castellani ci sono più di 10.000 anime, l’azzurro è il colore dominante e il calore non è solo quello di maggio inoltrato. L’unica cosa a mancare, insomma, è proprio... l’Empoli. Cioé la componente principale. Perché la truppa di Martusciello ormai è prigioniera non solo dei suoi limiti e dei suoi problemi, quelli congeniti e mai risolti, ma anche delle sue paure. Così sbatte più contro se stessa che contro l’Atalanta. Che blinda un 5º posto straordinario con una partita onesta, ma senza strafare. Non ce n’è bisogno, d’altra parte. Perché la strada si mette in discesa al 13’, quando un tiro forte ma centrale di Gomez sorprende un colpevole Skorupski. E l’immagine di uno dei punti di forza della squadra che spiana la strada al tracollo fotografa quello che succede anche dopo l’episodio. Tanto per cambiare, infatti, gli azzurri non sono capaci di riprendersi il risultato (è successo solo una volta, col Torino in casa, in tutta la stagione: è chiaro che non è un caso...) e, anzi, pagano anche uno degli azzardi di Martusciello, perché il rientrante Buchel schierato da titolare dura il tempo di un amen. Il tecnico lo rimpiazza con Diousse, ma cambia anche il modulo: diventa un 4-4-2 con El Kaddouri e Krunic (deludenti) esterni.
SOLO UN’OCCASIONE. Così l’Atalanta ha più difficoltà a trovare uno sbocco al gioco sulle corsie, ma l’Empoli continua a fatica tanto, troppo, a tirare in porta. In sostanza ci riesce solo quando scocca l’ora di gioco, con El Kaddouri che avvia l’azione e la conclude due volte, dopo l’assist di Maccarone, superando sempre Gollini ma trovando sempre le respinte di Masiello sulla linea di porta. Sembra l’inizio dell’assalto, ma la sensazione è effimera. Così, di buono, paradossalmente resta la classifica.
SERVE ALTRO. Ma a preoccupare sono anche le facce che vedi alla fine, perché la cruda verità è che oggi l’Empoli è moralmente retrocesso. Eppure ha un altro match point da giocare: deve vincere in casa del già retrocesso Palermo. Per un’altra squadra o in un’altra stagione sembrerebbe poco più di una formalità. Ma non ora. Perché l’Empoli deve ritrovare se stesso, almeno in parte, per andare a giocarsela davvero. Altrimenti il film azzurro rischia seriamente di trasformarsi in un horror, proprio come successe nel 2004 nella fatale Ancona...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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