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L’Empoli balla sulle punte 

di David Biuzzi
L’Empoli balla sulle punte 

Mchedlidze prova stamani, la personalità di Maccarone stavolta può pesare

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EMPOLI. Balla sulle punte, l’Empoli. Perché la partita che può valere una stagione (ma anche un pezzo di futuro) e ormai dietro l’angolo, ma anche perché è proprio l’attacco il reparto su cui si concentrano dubbi e ansie di Giovanni Martusciello e non solo. E quando si parla di punte azzurre e incertezze, ovviamente, il discorso non può che essere legato, a filo doppio, con Levan Mchedlidze.
A DENTI STRETTI. Anche ieri mattina, infatti, il gigante di Tbilisi si è allenato per conto proprio. Nessun rientro in gruppo, ma comunque carichi sempre più intensi. «Va sempre meglio», avrebbe confidato alla fine a chi gli chiedeva lumi. I progressi ci sono stati, insomma, non abbastanza veloci da ipotizzare che il georgiano possa guidare l’attacco azzurro dal 1’. L’ultima speranza, legata alla rifinitura di questa mattina, è che possa almeno mettersi a disposizione. Andare in panchina, insomma, ma solo se ci sarà anche la possibilità di entrare. Certo, resta da valutare anche i minuti che può avere nelle gambe dopo uno stop (non totale) di un mese, ma anche l’impatto psicologico che la sua presenza può avere sul match. Coi gol ma anche con centimetri, muscoli, cuore e prestazioni, infatti, Mchedlidze è diventato il punto di riferimento della squadra e fra averlo e non averlo la differenza è davvero tanta. Ora, però, tocca anche a lui. Nel senso che deve essere davvero disposto a stringere i denti, e sopportare il dolore che ancora avverte, per esserci.
LA PERSONALITÀ. E al nodo Mchedlidze, o almeno questa è la sensazione, sono legate anche le scelte che riguardano gli altri. Perché se il georgiano avrà un’autonomia accettabile, allora Martusciello potrebbe decidere di affidarsi... all’usato sicuro. Cioé a Massimo Maccarone. Una sorta di staffetta preventiva, insomma, con il capitano in campo dall’inizio e il compagno pronto a dargli il cambio. La storia di questa stagione, in effetti, dice che Big Mac ha un indice di pericolosità decisamente superiore quando entra a sfida in corso, ma anche in questo caso vale il discorso che la partita con l’Atalanta rischia di essere diversa da tutte le altre. Le gambe, insomma, conteranno molto. Ma forse la testa e il cuore stavolta anche di più. E, in questo caso, è difficile trovare di meglio rispetto all’esperienza e all’attaccamento alla maglia di Maccarone.
GLI ALTRI. Un discorso simile potrebbe riguardare il centrocampo, con Buchel rientrato in gruppo a inizio settimana che potrebbe prendere il posto di Diousse. Il senegalese ha più autonomia e resta in vantaggio, ma anche in questo caso la personalità potrebbe fare la differenza. Il recuperato Marilungo potrebbe andare in panchina. A centrocampo, invece, si va verso il rientro di Krunic dall’inizio, con José Mauri in panchina vicino a Zajc. Che, nonostante l’exploit di Cagliari, sembra essere ancora dietro nelle gerarchie.
S’INIZIA OGGI. Sarà la rifinitura di stamattina, dunque, a sciogliere tutti (o quasi) i dubbi. A poche ore dall’inizio del lungo weekend di passione, perché Lega e Figc non hanno preso in considerazione le lamentele sulla mancata contemporaneità delle partite e, oggi alle 18, a Verona va in scena Chievo-Roma e alle 20,45 c’è Napoli-Fiorentina. Ma è la prima gara a interessare, perché solo in caso di successo giallorosso la Juve affronterà il Crotone a 3 punti dallo scudetto...
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