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L’Empoli si complica la vita
di David Biuzzi
Delude e perde a Cagliari e ora non può più sbagliare: il Crotone sale a -1
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CAGLIARI. In 34 partite di campionato l’Empoli non ci ha ancora detto se è dottor Jekyll o il signor Hyde. Di sicuro, a 180 minuti dalla fine di una stagione maledetta e tribolata, l’atmosfera che regna attorno agli azzurri è proprio quella cupa dell’opera dello scozzese Robert Louis Stevenson. Perché la classifica ora fa paura, proprio come poteva farla un romanzo del genere alla fine dell’800. Il Crotone, anzi il Real Crotone visto lo straordinario rendimento dei calabresi, ora è a -1, solo a -1. Ma quel misero punticino può anche essere quello decisivo. Dipende dall’Empoli, da cosa vorrà dirci nelle prossime due sfide. Perché se sarà la squadra remissiva che per oltre 60 minuti si è fatta prendere a pallonate da Cagliari, allora saranno guai, ma guai dannatamente seri. Quella brigata che si era mangiata il Bologna e rischia di rimettere in piedi una gara compromessa in un finale thrilling in cui finalmente ci mette almeno il cuore, invece, può farcela. Ma non può più sbagliare, non può più sbandare.
COLPITI E AFFONDATI. Cosa che, invece, avviene in Sardegna, dove lo scacco masso arriva in pochi minuti e, fondamentale, in due mosse. La prima è di Rastelli, che disegna un 4-2-3-1 pieno zeppo di giocatori offensivi e gli azzurri, che evidentemente si aspettavano un altro schieramento, faticano a capirci qualcosa; la seconda è di Sau, che dopo un avvio nella norma (anzi, sono gli azzurri a sprecare per primi con un passaggio molle di El Kaddouri che poteva e doveva mettere in porta Thiam...) colpisce al 7’ (anche, ma non solo, per la mancata uscita di Skorupski) e comincia a scrivere la storia della partita. L’Empoli, infatti, ha in campo gli stessi 11 che sette giorni prima si sono fatti valere e applaudire, ma di fatto sembra un’altra squadra. Molle dietro, confusa in mezzo, inesistente in avanti. La paura prevale, stavolta, e il nervosismo cresce minuto dopo minuto. Un nulla impastato di niente, in sostanza. Così ci pensa Farias a raddoppiare e triplicare approfittando prima di una retrogurdia in tilt, poi di un errore di Laurini. Considerato che il Crotone è già avanti, insomma, al riposo si va con un panorama nero. Nerissimo.
EFFETTO ZAJC. Che, nella ripresa, non cambia. Anzi, siccome al peggio non c’è mai fine ecco pure il cambio di El Kaddouri per... nervosismo (rischia il rosso, scelta giusra) e il rigore preso da Thiam (mani di Murru) e sprecato da Pucciarelli (dopo un teatrino irritante con lo stesso Thiam). Sembra il male minore, ma l’errore peserà. Già, perché la partita cambia completamente e improvvisamente dal 31’ della ripresa. E cioè dall’ingresso di Zajc. Che non si vedeva da tempo (troppo?) ma ha un impatto sulla partita che sembra Messi, Dopo 3 minuti 3, infatti, firma il suo primo squillo in Serie A con tanto di slalom e sinistro all’incrocio, dopo altri 6 s’inventa lo spazio per armare il destro vincente di capitan Maccarone. Tutto riaperto, insomma. Ma è tardi. Gli ultimi 9’30”, infatti, servono solo al Cagliari per sprecare il possibile e, a dirla tutta, anche l’impossibile.
SPALLE AL MURO. Così, ora, l’Empoli è che con le spalle al muro. E per salvarsi ha solo una strada: vincere. Anche quando sembra durissima. Perché una certezza, almeno, c’è e la rafforza il successo del Palermo che tiene nella mischia anche il Genoa: previsioni e calcoli, in questo campionato, lasciano il tempo che trovano. Servono i punti. E, per farli, bisogna giocare, correre, lottare, soffrire.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
COLPITI E AFFONDATI. Cosa che, invece, avviene in Sardegna, dove lo scacco masso arriva in pochi minuti e, fondamentale, in due mosse. La prima è di Rastelli, che disegna un 4-2-3-1 pieno zeppo di giocatori offensivi e gli azzurri, che evidentemente si aspettavano un altro schieramento, faticano a capirci qualcosa; la seconda è di Sau, che dopo un avvio nella norma (anzi, sono gli azzurri a sprecare per primi con un passaggio molle di El Kaddouri che poteva e doveva mettere in porta Thiam...) colpisce al 7’ (anche, ma non solo, per la mancata uscita di Skorupski) e comincia a scrivere la storia della partita. L’Empoli, infatti, ha in campo gli stessi 11 che sette giorni prima si sono fatti valere e applaudire, ma di fatto sembra un’altra squadra. Molle dietro, confusa in mezzo, inesistente in avanti. La paura prevale, stavolta, e il nervosismo cresce minuto dopo minuto. Un nulla impastato di niente, in sostanza. Così ci pensa Farias a raddoppiare e triplicare approfittando prima di una retrogurdia in tilt, poi di un errore di Laurini. Considerato che il Crotone è già avanti, insomma, al riposo si va con un panorama nero. Nerissimo.
EFFETTO ZAJC. Che, nella ripresa, non cambia. Anzi, siccome al peggio non c’è mai fine ecco pure il cambio di El Kaddouri per... nervosismo (rischia il rosso, scelta giusra) e il rigore preso da Thiam (mani di Murru) e sprecato da Pucciarelli (dopo un teatrino irritante con lo stesso Thiam). Sembra il male minore, ma l’errore peserà. Già, perché la partita cambia completamente e improvvisamente dal 31’ della ripresa. E cioè dall’ingresso di Zajc. Che non si vedeva da tempo (troppo?) ma ha un impatto sulla partita che sembra Messi, Dopo 3 minuti 3, infatti, firma il suo primo squillo in Serie A con tanto di slalom e sinistro all’incrocio, dopo altri 6 s’inventa lo spazio per armare il destro vincente di capitan Maccarone. Tutto riaperto, insomma. Ma è tardi. Gli ultimi 9’30”, infatti, servono solo al Cagliari per sprecare il possibile e, a dirla tutta, anche l’impossibile.
SPALLE AL MURO. Così, ora, l’Empoli è che con le spalle al muro. E per salvarsi ha solo una strada: vincere. Anche quando sembra durissima. Perché una certezza, almeno, c’è e la rafforza il successo del Palermo che tiene nella mischia anche il Genoa: previsioni e calcoli, in questo campionato, lasciano il tempo che trovano. Servono i punti. E, per farli, bisogna giocare, correre, lottare, soffrire.
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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