Il Tirreno

Empoli

Mchedlidze, il ritorno «Finalmente sono alla fine del tunnel»

di David Biuzzi

Ha ripreso a calciare dopo 48 giorni e il rientro ora è vicino «Ringrazio i tifosi, ma non sono il salvatore della patria»

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EMPOLI. Gli altri 48 giorni. Era il titolo di un episodio della serie “Lost” e davvero calza a pennello per Levan Mchedlidze. Perché tanto è passato dalla sua “scomparsa”, la partita contro il Torino, al ritorno sul campo del Castellani, ieri mattina. Gli altri 48 giorni, quelli del georgiano, in cui si è detto tutto e il contrario di tutto. In cui molti (probabilmente troppi...) hanno parlato del suo infortunio e persino del suo contratto.

Ora, però, Mchedlidze è ricomparso. È tornato a calciare, allenandosi con il preparatore Francesco Bertini, ma è tornato anche a parlare. A fare chiarezza sui tempi di recupero e anche sul suo futuro. «Finalmente comincio a vedere la fine del tunnel – spiega l’attaccante, che ha perso tante partite ma non il solito sorriso che coinvolge e che conquista – stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho ricominciato a calciare e le sensazioni sono buone. In pratica non toccavo il pallone della partita contro il Torino. È stata dura, molto dura, ma ora spero di tornare in gruppo a metà della prossima settimana ed essere già disponibile per la sfida di Roma».

Non è il primo contrattempo che le capita, ma stavolta deve essere stato ancora più difficile stare fuori...

«Sì, è così. Stavolta l’infortunio è arrivato quando proprio non doveva. Mi ero ritagliato il mio spazio, stavo giocando con continuità e fermarsi sul più bello è stato difficile».

Anche per l’Empoli, visto che senza di lei le cose sono andate decisamente peggio.

«Ma questo è solo un caso. Il calcio è uno sport di squadra e si vince e si perda da squadra. Se stavo andando bene è perché la squadra mi stava mettendo nelle condizioni di farlo. Penso agli assist di Marilungo col Cagliari o a quello di Veseli contro l’Udinese».

Però ritrova una squadra reduce da 6 sconfitte consecutive.

«E mi dispiace, dispiace molto a tutti noi. Capisco che la delusione dei nostri tifosi, ma anche loro devono capire che noi siamo i primi a non essere contenti. Giochiamo un campionato di importanza assoluta e perdere non è piacevole. Però non ci lasciamo abbattere: col Napoli abbiamo dimostratore di voler e potere dire la nostra in ogni occasione. E ci proveremo anche a Roma».

Però proprio i tifosi ora l’aspettano come il salvatore della patria...

«Ma non lo sono. L’Empoli si salverà perché ci salveremo tutti insieme. Noi del gruppo, ma anche i nostri tifosi, l’ambiente».

Rispetto al passato, però, ora tutto il popolo azzurro è in attesa... di lei.

«Questo mi fa piacere. Ripeto, non sarà Levan a salvare l’Empoli, ma sarà l’Empoli a salvarsi. A livello personale, però, ho avuto un’altra prova di come la gente qui mi voglia bene. È sempre stato così ed è un sentimento che ricambio. Fra ma ed Empoli c’è qualcosa di speciale».

Eppure ci sono stati anche tanti discorsi sul suo contratto...

«Tutte fesserie. Io ho un altro anno di contratto con l’Empoli e se la società lo vuole sarò felice di prolungarlo. La trattativa è in dirittura d’arrivo, fra l’altro, e non dovrebbero esserci problemi. Aspetto solo che mi chiamino per firmare. Ormai questa per me è più una famiglia che una società e finché non mi cacceranno resterò qui più che volentieri».

Vuole arrivare a 100 gol in azzurro come Maccarone?

«Magari. Ma non me lo sogno neanche. È un grande traguardo che in pochi raggiungono. Giusti i grandi, proprio come il nostro capitano. Merita solo applausi».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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