Il presidio
Lo stadio non apre le porte a Flachi per la festa della Fiorentina
E' nella "lista nera" dopo la squalifica per doping e non potrà essere alla festa dei 90 anni della Fiorentina: «Sono stufo»
FIRENZE. «Ho sempre pagato i miei errori in prima persona». Francesco Flachi lo disse anni fa, nel 2009, quando tornò a giocare, con la maglia dell’Empoli, dopo la prima squalifica per doping. Cocaina, il nemico da combattere. Che lo tradì anche poco dopo. Nel dicembre dello scorso anno fu trovato di nuovo positivo, quando giocava già nel Brescia. Il 10 giugno 2010 viene squalificato per 10 anni e, in pratica, riceve anche una sorta di Daspo.
Che non è tale, in realtà, ma poco cambia. Flachi è nella "lista nera" delle persone che non possono entrare negli stadi. Per tutta la durata della squalifica (che scadrà nel 2020) Anche oggi, che allena una squadra di Terza categoria, non può seguirla in panchina quando gioca. E allo stadio non può neanche andarci per una festa. Quella della Fiorentina, dove Flachi è cresciuto imponendosi nel panoramca calcistico italiano. Lo ha rivelato, in questi giorni, lo stesso ex giocatore. «La festa per i 90 anni della Fiorentina di domenica prossima? Mi è stato negato l’accesso allo stadio dalla questura di Firenze – ha sottolineato Flachi – posso solo presenziare fuori dal Franchi. Ho commesso degli errori in passato, ma ora è trascorso tanto tempo e sono stufo di questa storia».
Il conto, insomma, è davvero salato. Forse troppo visto che era stato invitato a una festa e che, alla resa dei conti, si parla di Francesco Flachi e non certo di Pablo Escobar...
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