Il presidio
L’Empoli torna sulla terra
Spreca il match point e incassa un duro ko da un avversario che ha più fame
CROTONE. Chi si era illuso che i giochi fossero fatti, che la salvezza fosse una formalità, è avvertito. Avvertito dai quattro schiaffi che l’Empoli rimedia a Crotone, in quello scontro diretto che tanto somigliava a un primo match point, e che finisce male. Molto. Perché gli azzurri, oltre alla partita, perdono 3 dei punti di vantaggio sui calabresi (ora a -8), la differenza reti nei confronti coi rivali e anche alcune delle certezze che si erano faticosamente costruiti nell’ultimo periodo.
Troppo blandi. O, forse, sarebbe più semplice dire che tornano coi piedi per terra. Perché il messaggio che arriva dallo Scida è inequivocabile: l’Empoli non può mollare di un centimetro. È lampante, chiaro come una giornata di sole in piena estate, e vale per tutti. Oltre a Martusciello e ai suoi, insomma, per l’ambiente come per la società. Che negli ultimi scampoli di mercato, ora, deve trovare l’uomo giusto per raccogliere l’eredità di Saponara. Perché questa squadra era costruita attorno a lui, ha edificato le sue sicurezze tattiche sul 4-3-1-2 e ora ha bisogno di uno specialista del ruolo. Perché la generosità di Pucciarelli, e lo si era già capito contro l’Udinese, non basta a cucire il fraseggio e a trasformarlo in vera manovra. C’è un vuoto da colmare, insomma, ma che da solo non basta a spiegare una partita che l’Empoli inizia male e prosegue senza davvero cambiare mai la marcia. Nei momenti, rari, in cui ci riesce dimostra anche di avere qualcosa in più dell’avversario. E se alla fine il 4-1 è per lui, qualcosa hai sbagliato per forza. E se l’errore è mentale, come sembra in questo caso per l’approccio decisamente troppo blando, rimediare è complicato.
Mchedlidze e poco altro. A tradire l’Empoli, insomma, è la testa. Perché la compattezza del recente passato sembra quasi un ricordo lontano. Parlando questioni tattiche, poi, è a destra che gli azzurri soffrono dall’inizio alla fine perché Veseli è in giornata no e Krunic fa poco meglio. Detto dei problemi, naturali, di Pucciarelli c’è anche tutto il resto che sembra funzionare a scartamento ridotto. Tranne eccezioni, ovviamente, come il solito implacabile Mchedlidze che firma il quinto gol del suo campionato pareggiando lo squillo di Stoian, ma dimostra anche di essere oggi l’unico vero elemento in grado di accendere la squadra. Peccato che, dopo aver rimediato all’approccio sbagliato, l’Empoli non capisce la lezione e continua a fare il giusto (anche se è vero che sembra bastare per controllare un avversario non irresistibile...) pagando un prezzo che diventa sempre più caro. Al Crotone, infatti, alla fine basta metterci giusto un po’ di fame in più per stravincere sfruttando prima una palla inattiva (punto di forza, era già valso due gol in casa del Genoa...), poi un rigore e infine un’azione creata e concretizzata in mezzo a una difesa ormai uscita definitivamente dal campo. A timbrare sempre Falcinelli, ex obiettivo e ora castigatore.
Sempre accesi. Così il Crotone ora può continuare a crederci. E l’Empoli, invece, deve capire che non può permettersi mai ma proprio mai di spegnere l’interruttore. Il margine resta rassicurante, ma solo se non mancheranno ancora idee, gambe e cuore. Sul campo, dove tornare a dare di più è un obbligo, e pure sul mercato. Perché forse in settimana se n’è parlato anche troppo, ma questo non giustifica il passo indietro, e perché almeno un innesto (sottolineando “almeno”) serve. Serve assai.
@DavidBiuzzi
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