Italia
Alfani vuole essere profeta in patria
È tornato a Certaldo per inseguire una salvezza difficile: «Ci credo»
CERTALDO. È il momento più difficile dell’annata per il Certaldo che si trova ultimo in classifica e due sconfitte alle spalle, maturate per la sfortuna e l'imprecisione sotto porta che si sono rivelate letali. Nell'ultimo turno mentre Nigi riesce a parare un rigore, la successiva ripetizione decisa dall'arbitro condanna i locali che con Tirinnanzi su penalty non riescono a pareggiare.
Ad aiutare la compagine viola è tornato a casa un certaldese doc, uno come Emanuele Alfani, classe 1979, che i gol li fa a grappoli: oltre 150 dalla Terza categoria fino alla serie D. Non ha esitato un attimo a lasciare la Casolese, squadra militante nello stesso girone del Certaldo, una volta squillato il telefono per mano del direttore sportivo Michele Gangoni. Una maglia viola cucita sulla pelle, la stessa che lo ha visto crescere nelle giovanili e poi arrivare in prima squadra dal 1993 al 1996, arrivando fino alla serie D con Paolo Indiani, ora tecnico del Pontedera e certaldese doc. Con lui in quegli anni sono passati giocatori del calibro di Ghizzani, Bianconi e Saventi. Anni importanti, rovinati però da un infortunio al ginocchio che lo hanno tenuto fermo per una stagione intera. Il salto per ripartire è avvenuto a Marcialla, nell'Amelindo Mori, una scelta dovuta anche al lavoro, in prima categoria. Chi sa far gol non ha problemi e così ecco la parentesi di due anni con il Boccaccio di Roberto Simoncini, dove “Lele” si rese protagonista di una valanga di gol e una impresa alla prima giornata di campionato, fermando il Gavena; mai nessuno vi era riuscito.
Il ritorno nel calcio dilletantistico avvenne con il Gambassi Terme con 2 anni di permanenza e la vittoria del campionato di Seconda categoria. Un girovago di squadre valdelsane, dal San Miniato al Cambiano, passando per la Casolese, fino al ritorno a Certaldo. «Sono molto legato a questi colori, la mia vita è qui e anche se sarà dura salvarsi io ci credo, fino in fondo. Queste ultime due partite ci hanno visto uscire dal campo sconfitti ma la squadra e lo spogliatoio sono “sani”. Basterebbe una scintilla», spiega l'attaccante. Parole che vengono subito raccolte dal ds Gangoni: «Come ho già detto più volte ai ragazzi la società ci crede e lo fa vedere nella gestione di ogni aspetto, ma tocca ai giocatori crederci più che mai. Non siamo rassegnati».
Giacomo Bertelli
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