Il presidio
Orgoglio Big Mac «E non mi fermo a questo record»
È diventato il miglior marcatore azzurro in A «Incredibile, ma ho ancora molto da dare»
EMPOLI. Basta poco, a volte, per scrivere la storia. Quella di Massimo Maccarone e dell’Empoli si è arricchita, sabato scorso, di nuovo, importante capitolo. E sono bastati due minuti due per scriverlo. Quelli trascorsi fra l’ingresso in campo del capitano e il rigore che ha piegato il Palermo, regalato tre punti d’oro alla truppa di Martusciello e portato Big Mac in testa alla classifica dai marcatori all time degli azzurri in Serie A.
«È un record che mi rende felice e orgoglioso – sottolinea l’attaccante – ho sposato questa causa, quella dell’Empoli, 5 anni fa quando era a rischio addirittura la permanenza in Serie B. Lo feci convinto e ogni giorno ne sono stato sempre più convinto. Certo era impensabile, allora, diventare il miglior realizzatore della storia della società in Serie A».
E, invece, non ci ha neanche messo troppo tempo...
«Due campionati e mezzo, in pratica. Giocare in Serie A con la maglia dell’Empoli era il mio sogno, ma questo primato è davvero incredibile».
La gioia più bella?
«Non è legata a uno dei miei 26 gol e neanche a una partita. Più in generale è aver riportato entusiasmo attorno alla squadra. Se lo merita questa società, se lo meritano i tifosi».
C’era anche questo dentro quel rigore calciato con rabbia contro il Palermo?
«Ho pensato solo a segnarlo, quel rigore. Era troppo importante vincere la partita e non ho pensato a troppe cose».
Però è impossibile non ricordare come è arrivato questo record; il suo ingresso con l’ovazione del pubblico, il rigore, il gol: tutto in due minuti scarsi.
«È stato tutto perfetto. Sembrava scritto. E forse lo era. O almeno è bello pensarlo».
Quanto vale, al di là del record, questo successo?
«Molto. O meglio, può valere molto. La strada da percorrere è ancora lunga e difficile, perché non siamo certo in salvo, ma questo è un gruppo giovane, per tanti aspetti nuovo, e un pizzico in più di serenità può aiutarci a lavorare meglio e, quindi, a fare meglio. Il nostro 2016 non è stato esaltante, vogliamo cambiare rotta e iniziare l’anno nuovo con un successo in uno scontro diretto può darci lo slancio».
Come si spiega lei le difficoltà di questa stagione?
«Non c’è niente da spiegare. È nella norma che l’Empoli debba soffrire per conquistarsi o mantenersi un posto nel massimo campionato. Forse ci eravamo abituati troppo bene nelle ultime due stagioni, ma questa è la nostra dimensione».
È cambiata, però, anche quella di Maccarone: da titolare fisso ad alternativa di lusso?
«Quello dipende dalle scelte dell’allenatore. Io mi alleno sempre per giocare e per giocare dall’inizio. Ma con il mister (in realtà prima lo chiama amichevolmente Giovanni, poi corregge, ndr) ho un rapporto speciale, di grande sincerità reciproca. Quindi non ho problemi a rispettare le sue scelte».
Anche quando la tiene fuori?
«Sì. Perché lui, proprio come me, ha l’Empoli nel cuore e sceglie sempre per il bene dell’Empoli. Sono altre le cose che mi danno fastidio».
E cioé?
«Cioé sentir dire in giro che Maccarone è finito. Nella scorsa stagione ho uguagliato il mio record di gol in Serie A (13, mdr) e dopo due mesi ero finito? Più che un calo sarebbe stato un crollo. Il tempo passa per tutti, è chiaro, ma sono sicuro di essere ancora in grado di dare il mio contributo».
Anche da part time?
«Io lavoro per giocare sempre. Non mi sento il Totti dell’Empoli. Anche perché Francesco ha 3 anni più di me, dunque ne ho ancora almeno un paio buoni da spendere (e sorride, ndr)».
Però la concorrenza cresce...
«Sono felicissimo per Mchedlidze, se intendete questo. È un ragazzo che ha avuto molta sfortuna e ora che è arrivata la sua occasione spero che la sfrutti. Per l’Empoli ma anche perché lo merita. Io, da parte mia, farò di tutto per aiutarlo, dentro e fuori dal campo. E lo stesso vale per Marilungo».
Senza Gilardino ci sarà più spazio per lei?
«Questa storia del dualismo con Alberto non esiste e non è mai esistita. Ho avuto un ottimo rapporto con lui, abbiamo parlato spesso in questi mesi. Mi dispiace che abbia lasciato il gruppo, perché a livello umano e professionale si è comportato non bene ma benissimo. E mi dispiace anche per Maiello, che non ha giocato tanto ma ha partecipato sempre alla vita di questa squadra. Gli auguro le migliori fortune».
Intanto c’è un altro record vicino per lei, il gol numero 100 con l’Empoli. Ci proverà contro Giampaolo?
«Sì. Vorrei farlo il prima possibile. Contro il mister, un grande, ci sarà da soffrire. Lo sappiamo. Però siamo decisi a dare il massimo perché le prossime 5 partite possono essere molto importanti per la nostra corsa verso la salvezza».
@DavidBiuzzi
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