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Il dg Carli mette in riga l'Empoli: «Con noi solo chi ci crede»
Il dirigente detta le linee di mercato e parla di Grassi, Gilardino e dei troppi infortuni
EMPOLI. L’amarezza c’è, non è ancora passata. Scivolare sull’ultima curva dopo una corsa fatta di tanto sudore e grandi sacrifici, infatti, fa male. È successo all’Empoli, nel match di Bergamo, e il tempo trascorso ha solo lenito il bruciore della ferita. Dolore no. Però. Perché dietro al risultato c’è anche una prestazione non certo brillante, ma di grande cuore. Ingrediente fondamentale, come sottolinea il dg Marcello Carli, per chi deve giocarsi il traguardo che si chiama salvezza.
SU BERGAMO. E proprio dalla partita di Bergamo parte, il dirigente, per un discorso che coinvolgerà anche i casi spinosi degli infortuni e del mercato. «È stata una partita sofferta, difficile – sottolinea il dirigente – coi tanti problemi che ci siamo trovati a fronteggiare era difficile fare di più e meglio. Visto che glieli ho già fatti di persona, ne approfitto per rendere pubblici i miei complimenti a Martusciello, perché ci siamo presentati con 5 o 6 elementi nuovi, sul campo, senza perdere la nostra organizzazione. Rischiavamo l’imbarcata, invece ci siamo arresi all’ultimo tuffo. Lo stesso discorso vale per i giocatori. È chiaro che incassare il gol partita alla fine lascia grande amarezza, ma fa parte del gioco. Molto bello, però, è stato vedere come i ragazzi hanno lottato su ogni pallone come se fosse quello della vita. È lo spirito giusto. E speriamo di aver pagato tutto in una volta il conto con la sfortuna».
SUGLI INFORTUNI. Già, se perdi così tanti giocatori in una volta la componente sfortuna ha un peso. Ma il problema degli infortuni è sempre più serio in casa Empoli. «Ne stiamo parlando – ammette il direttore generale azzurro – c’è sicuramente una componente di casualità ma non si può far finta di ignorare certi numeri. Abbiamo avuto più infortuni del solito, almeno rispetto agli ultimi anni, e stiamo cercando di affrontare il problema». Già, ma come? «Sarà lo staff tecnico, insieme a quello medico, a dover dare delle risposte. Io non ho le competenze. Però posso dirvi che c’è già stato un incontro in questo senso. Sono stati analizzati tutti i dati, anche quelli raccolti con i Gps durante gli allenamenti consumati da luglio all’altro ieri. È stato anche analizzato il fatto che la difesa sia stato il reparto più tartassato. Credo che ci sarà più attenzione al lavoro di prevenzione. E sono sicuro, però, che la soluzione è già stata trovata perché ho la massima fiducia nelle persone che lavorano nell’Empoli».
SUL MERCATO. Con l’apertura del mercato alle porte e il campionato fermo, però, è anche il momento di affrontare il capitolo in cui Carli ha le competenze per dare le risposte: il mercato. E, in questo caso, c’è da registrare un piccolo ma significativo passo in avanti: dal «non faremo niente» dei giorni scorsi, infatti, si passa al «se ci saranno le condizioni per rafforzarci lo faremo». Non è poco, secondo la “politica” di Carli. Che, poi, ribadisce: «Di sicuro non prenderemo qualcuno tanto per prenderlo. Se arriverà qualcuno e è perché pensiamo che possa darci una mano». E il primo nome, ormai è chiaro, è quello di Alberto Grassi, interno di centrocampo del 1995 in forza all’Atalanta (dove, per motivi tattici, gioca poco) ma di proprietà del Napoli. «È un ragazzo che non mi dispiace», è la chiosa del dg che, di fatto, somiglia a un’investitura a obiettivo vero. In avanti, invece, resta la sensazione che molto sia legato al futuro di Gilardino.
SU GILARDINO. Soprattutto nelle ultime uscite, infatti, l’attaccante è sembrato ai margini e non solo per i pochi minuti giocati. «Per noi Gilardino è stato un colpo importante – ricorda Carli – ma non ho difficoltà ad ammettere che non sta rendendo come ci aspettavamo. Non dico che sia colpa del ragazzo, anche perché sicuramente ci sarà un concorso di responsabilità che investe tutti noi, ma è chiaro che ci aspettiamo di più da lui come da altri giocatori importanti. Penso a Saponara e Pucciarelli, che abbiamo tenuto facendo sacrifici. Se vogliamo salvarci abbiamo bisogno di un rendimento più costante da parte loro. Detto questo, al di là dei nomi, io dal 29 dicembre in poi voglio solo giocatori che credono fortemente nell’Empoli e che sono disposti a tutto per conquistare la salvezza. Chi ci sta è con noi, chi non ci sta può andare. E aggiungo che Gilardino finora ha avuto un comportamento esemplare sotto il profilo professionale e umano. Non ci ha mai chiesto o fatto capire di volerci lasciare. Se così farà ci penseremo». E la sensazione è che questa ipotesi non sia neanche troppo remota...
LE TRATTATIVE. Gilardino, infatti, è nel mirino del Pescara e l’Empoli, s e lo chiederà il giocatore, non si opporrà. Come per Maiello, ormai a un passo dal Frosinone. Se l’attaccante se ne andrà, però, i dirigenti dovranno decidere se rimpiazzarlo con un elemento pronto (Pinilla il preferito, ma piace a tutti e il Genoa è in pole, mentre Gabigol e Zarate sembrano più che altro suggestioni...) o un giovane (Manaj del Pescara, ma è dell’Inter, o Ganz del Verona, ma è della Juve). Per il già citato Grassi, invece, l’Empoli è davanti ma l’Atalanta avrà Kessie in Coppa d’Africa e deve decidere se liberarlo (il ragazzo spinge). Se arriverà Buchel potrebbe finire al Pescara. E (in chiave futura?) spunta il nome dell’attaccante Mimoun Mahi, del Groningen, che si svincola a giugno.
IL SÌ DI SAPONARA. Capitolo a parte per il rinnovo di Saponara. L’accordo c’è per firme e annuncio si potrebbe andare anche a fine mercato, cioé febbraio.
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