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L’importanza di avere Mchedlidze
Nel nuovo corso (più sostanza e meno fronzoli) il gigante georgiano può diventare determinante
EMPOLI. Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Già, viene in mente subito John "Bluto" Blutarsky, al secolo John Belushi, e la sua immortale battuta di “Animal House” pensando a quello che può rappresentare, e dare,Levan Mchedlidze, nel nuovo corso dell’Empoli. Se la strada è quella della lotta e del sacrificio (già vista a Bologna e in qualche modo certificate dalle parole di Martusciello prima e Carli poi), infatti, la forza e lo spirito del georgiano potrebbero diventare determinanti, se non addirittura indispensabili. Come al Dall’Ara, dove il gigante di Tbilisi ha fatto a sportellate con l’intera difesa emiliana (ma soprattutto con Maietta) dando meno qualità ma più sostanza.
È chiaro che il ruolo impone anche qualcosa di più rispetto al match di domenica scorsa, ma in attesa del miglior Pucciarelli è proprio Mchedlidze l’uomo dalle caratteristiche giuste. Non solo. Domenica scorsa, dopo anni, ha consumato una partita intera: 90 minuti in campo a battagliare. Quasi un evento visti i continui problemi fisici e le poche occasioni avute. Ultimamente, però, lo staff medico azzurro sembra trovato la ricetta per gestirlo (non a caso l’ultimo problema è arrivato con la Nazionale...) e, di questo passo, l’eterna promessa potrebbe davvero avere finalmente l’occasione per dimostrare (e dimostrarsi) di avere tutte le carte in regola.
Naturalmente la concorrenza non manca. Perché a capitan Maccarone si rinuncia sempre a fatica, perché Gilardino non si è ancora acceso ma potrebbe farlo (speriamo) da un momento all’altro, perché anche Marilungo ha la lotta nel Dna. La sensazione forte, però, è che ora Martusciello abbia bisogno di un reparto che oltre alla tecnica abbia anche i muscoli.
Ed è proprio in questo contesto che la candidatura di Mchedlidze ha ripreso corpo nelle ultime settimane. Il posto da titolare contro il Bologna, infatti, era stato in qualche modo messo in preventivo e, ora, il copione potrebbe ripetersi per la sfida di sabato contro il Cagliari. Lui che in teoria partiva come quinta punta della batteria di attaccanti, insomma, ad oggi sembra il favorito per uno dei due posti da occupare davanti a Saponara. Perché un altro vantaggio (di non poco conto) che il georgiano sembra poter offrire al suo allenatore, infatti, è anche quello di essere in grado di giostrare (almeno sulla carta) al fianco di qualsiasi altro compagno di reparto. Con Maccarone o Gilardino (come successo contro Bologna e Sassuolo), ma anche con Pucciarelli, ammesso che completi il recupero, o Marilungo.
@DavidBiuzzi
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