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Il presidente Corsi e la crisi dell'Empoli: «Situazione difficile non drammatica»
Il massimo dirigente fra sconfitte e voglia di rimettersi in moto «Siamo cresciuti ma non abbastanza. Ora servono i punti. Martusciello ha le chievi per trovare le soluzioni»
EMPOLI. «È un momento difficile, ma non drammatico. Ne abbiamo passate pure di peggio». Il day after del presidente Fabrizio Corsi si consuma così. Fra la consapevolezza dei problemi (che ci sono) ma anche la voglia di individuali prima e risolverli poi. In fretta, ovviamente, perché di tempo ne è già andato via troppo. Ma senza farsi prendere la mano da un trend negativo a cui, forse, l’ambiente Empoli (in senso generale) non era più abituato.
«Ci è già capitato in passato di perdere tre partite di fila in serie A – sottolinea il massimo dirigente – quindi sappiamo per esperienza che questo è il momento di non perdere la testa, la lucidità d’analisi».
E la sua, di analisi?
«Da un paio di mesi l’Empoli, sul piano del gioco, dimostra di esserci. Questa non è una squadra allo sbando. Ha ordine tattico, sta crescendo sotto il profilo del gioco almeno rispetto al periodo in cui faticavamo a tirare in porta. Però a volte si spegne la luce per 20 minuti, come è capitato con Fiorentina e Milan, altre volte commette errori individuali che in questa categoria non ti puoi permettere, come domenica in casa del Sassuolo. Una partita che, secondo me, ha resentato il paradossale per come si è sviluppata e come invece è finita. Così, ad ogni modo, vanifica anche quello che di buono fa e, soprattutto, perde le partite».
E, ovviamente, non può continuare a farlo...
«Già. Per arrivare alla salvezza servono i punti, non gli applausi. Abbiamo ricevuto tanti elogi sia da quelli del Milan che dal Sassuolo, ma purtroppo non servono».
E quindi?
«Quindi la crescita c’è stata ma non è stata sufficiente a colmare la lacune. Ripeto, la squadra non è allo sbando e nelle ultime gare, da quella con la Roma in poi, ha dimostrato di aver ritrovato certezze anche nella costruzione del gioco. A più a livello individuale che ora è necessario intervenire. Dovremo farlo noi dirigenti, trovando il modo giusto di stare vicini a questi ragazzi, e dovranno farlo anche l’allenatore e il suo staff. E, a questo punto, bisogna anche trovare in fretta le soluzioni giuste».
E, sembra di capire, secondo voi Martusciello ha le chiavi per trovarle.
«Sì, ce le ha. E ora molto dipende proprio dal suo lavoro e da quello dello staff. Con noi dirigenti chiamati ad aiutarlo e appoggiarlo. Ma il nostro allenatore queste cose le sa già».
Dove, secondo lei, è più urgente intervenire?
«Bisogna migliorare tutti e in tutto. Quindi la difesa deve tornare a concedere poco come è avvenuto fino alla sfida con la Roma, perché già a Pescara concedemmo troppo, in avanti bisogna essere più cattivi perché avere 6 occasioni, come al Sassuolo, è finita con zero gol fatti non è più ammissibile, e anche nel mezzo c’è molto da registrare».
A centrocampo, però, c’è un po’ la fotografia di quello che dovrebbe essere l’Empoli, con la crescita costante di Krunic, e quello che invece è, con gli alti e bassi di Diousse...
«È vero che Krunic sta crescendo partita dopo partita e, in questo senso, può diventare l’esempio da seguire. Diousse, invece, ora è in difficoltà credo soprattutto mentale. Ed è giusto aiutarlo. Standogli vicino e, magari, servendolo spesso come facevamo l’anno scorso con Paredes ma cercando altre soluzioni».
E, appunto, presto.
«Prestissimo. Abbiamo 3 partite in cui possiamo dire la nostra e non è pensabile di arrivare a Natale con questo andamento lento. Già a Bologna sarà dura, ma se riusciremo a commettere meno errori potrebbe succedere di tutto».
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