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Una storia unica che ancora non vuole finire
Dal settembre 1986 al novembre 2016 fra vere imprese e piccoli (ma grandi) acuti
di DAVID BIUZZI
Tutto è relativo, diceva (sembra) Albert Einstein. Anche i numeri. E il 400 non è un’eccezione. Sono le partite giocate dall’Empoli in Serie A e, in senso assoluto, non sarebbe neanche niente di clamoroso. Le stesse 400, non a caso, le ha festeggiate insieme al solo Daniele De Rossi. Ma è proprio il contesto a rendere il 400 dell’Empoli... più 400 di quello del “capitan futuro” della Roma. Perché nel pallone i talenti sono rari, ma la storia di una piccola realtà con più idee che soldi che negli ultimi 30 anni si è accomodata così tante volte al tavolo delle grandi è davvero unica. Per questo il traguardo dei 400 gettoni, toccato sabato scorso contro il Milan, merita non solo una riflessione ma anche una celebrazione. Ed è stato proprio il popolo azzurro, rispondendo a una domanda sulla nostra pagina Facebook, a indicare e indicarci le tappe più significative di una storia iniziata nel 1986 e che ancora non ne vuol sapere di arrivare al capitolo finale. Una storia fatta di imprese contro le big, ma anche di sfide che solo sulla carta possono sembrare banali. Piccole storie che diventano grandi per chi le ha vissute e le vive anche ora attraverso una passione vera: quella per l’Empoli. Come capita, e qui tocca a noi scegliere uno dei tanti messaggi che ci sono arrivati, a Sergio Checcucci che ci scrive: «Vado a vedere l’Empoli da 61 anni. Ho assistito a magliaia di partite e quelle bellissime sono tante, tantissime. È difficile individuarne una e allora dico solo grazie azzurri e sempre forza Empoli».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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