Il presidio
Croce all’Adriatico respira aria di casa
Il centrocampista: «Il Pescara? Sa muoversi bene in campo». E poi avverte: «Se segno, scusatemi, ma esulterò»
EMPOLI. Ci sono partite in cui oltre ad affrontare gli ostacoli sul campo devi affrontare anche gli ostacoli del cuore. E in quel caso lo sforzo che devi fare per superarli è ancora più impegnativo. Ma Daniele Croce non ha paura delle emozioni e dei sentimenti che lo travolgeranno domenica nella sua Pescara. La città dove è cresciuto calcisticamente, dove un ragazzino è diventato uomo, dove un giovante talento è diventato calciatore. «Ha un sapore particolare per me questa gara – rivela il centrocampista - per tutto quello che Pescara rappresenta per il mio passato, ritrovo il posto dove sono cresciuto sarà una bella emozione. Mi ricordo tutto, i momenti più importanti sono stati l’esordio con la maglia del Pescara in serie B quando avevo 19 anni e la promozione dalla C alla B. Ho iniziato con quella maglia quando avevo 14 o 15 anni, è passato un po’ di tempo e adesso penso solo all’Empoli e al fatto che per noi sarà una partita molto importante».
Il prestigiatore conosce bene l’ambiente e sa che tipo di partita dovranno affrontare gli azzurri. «Conosco bene Pescara e so che sarà una partita difficile dal punto di vista ambientale – dice -. So che saranno molto carichi e che questa carica arriverà anche ai giocatori in campo. Per questo dovremmo essere ancora più bravi. Il Pescara? Mi ricorda noi al primo anno di serie A. Cercano di ottenere il risultato giocando a calcio. Adesso non stanno vivendo un momento molto positivo ma sanno muoversi bene in campo e sono sempre pericolosi».
L’Empoli invece arriva da un pareggio contro la Roma che ha decisamente rinfrancato squadra e ambiente.
«Noi ci arriviamo con qualcosa in più, siamo reduci da un ottimo risultato contro una squadra fortissima come la Roma. Dobbiamo ripartire da qui sapendo che dobbiamo evitare alcuni errori e migliorare sotto certi aspetti. L’obiettivo è fare un’altra grande prestazione, non è una sfida decisiva ma importante. Dobbiamo provare a centrare un filotto di risultati utili. Ci darebbe un’ulteriore marcia in più». All’Adriatico saranno in tanti a tifare il centrocampista azzurro. Amici e parenti affolleranno lo stadio pescarese.
«Saranno in tantissimi, praticamente avrò un intero settore riservato - dice scherzando -. Mi farà piacere avere tanti amici allo stadio, non riescono a seguirmi sempre perché Empoli è un po’ lontano da casa mia, questa sarà l’occasione giusta per riabbracciarli tutti».
La speranza è di fare una grande partita, riuscendo a compiere quel piccolo passo che manca per lasciarsi il momento difficile alle spalle. «Per questo – dice Croce – dobbiamo acquisire la consapevolezza che ce la possiamo giocare con tutti solo se rispettiamo certi presupposti. Se partiamo da lì possiamo venirne fuori». L’obiettivo è anche ritrovare quel gol che ormai manca da troppo tempo. «Purtroppo è tanto che non segniamo, dobbiamo ritrovarlo: è la scintilla che ti dà forza in campo. Se segno io? A parte il fatto che non è così probabile – dice Croce - ho già segnato in carriera al Pescara e non ho esultato. Ma ora non so se riuscirei a trattenermi, questo per l’Empoli è un momento importante della stagione. A quel tempo ho sbagliato seguendo una moda del momento. Il rispetto per i tifosi si dimostra dando tutto per quella maglia quando la indossi e questo, all’Adriatico credo di averlo fatto».
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