Il Tirreno

Empoli

Aggrappati a Skorupski

di David Biuzzi

Il preparatore Marchisio: «È come uno dei Marines, ma può e deve crescere»

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EMPOLI. In pratica gli manca soltanto maschera e mantello. Per il resto, infatti, Lukasz Skorupski sembra rispondere a tutte le altre caratteristiche del supereroe: salva i più deboli (come è successo col Chievo), vola fra i pali (a Napoli e non solo...). Il portierone polacco, insomma, è una certezza alla quale provare ad aggrapparsi ora che l’Empoli naviga in acque poco tranquille. O almeno uno dei pochi (se non l’unico) che non solo sta confermando quanto di buono fatto vedere nello scorso campionato, ma sta addirittura migliorando.

E dire che qualche dubbio poteva anche esserci. Non sul valore del giocatore, ma dettato da quell’operazione al braccio sinistro (che per un portiere non è certo una cosa banale) a cui Skorupski si è sottoposto poco più di 6 mesi fa, dopo la lacerazione del tricipite branchiale. «Potevano esserci dubbi per qualsiasi altro estremo difensore – precisa Mauro Marchisio, preparatore dei portieri dell’Empoli – ma non per Lukasz. Lui è come un soldato, un soldato scelto. Uno del corpo dei marines. Non a caso quell’infortunio se lo procurò prima della partita col Sassuolo e si fermò dopo averbe giocate altre quattro. Se fosse stato per lui sarebbe sceso in campo anche solo con il braccio destro...».

Dunque i progressi del suo allievo non la sorprendono?

«No, perché ha fatto il ritiro con la Roma e i miglioramenti li ha fatti tutti lì (e ride, ndr). Battute a parte, Skorupski aveva bisogno di giocare e di acquisire certezze stando fra i pali. Lo ha fatto, a partire dalla scorsa stagione, ed ora ha una fiducia nei suoi mezzi che prima non poteva avere. La differenza, alla fine, sta tutta qui».

Il rendimento delle ultime partite, comunque, è davvero notevole...

«Ma io che lo vedo tutti i giorni dico che può e deve ancora migliorare. Ci sono aspetti, tecnici e non, su cui lavorare. L’importante è che non si senta forte, arrivato. Con la disponibilità che ha avuto finora è destinato ad ulteriori progressi. E, secondo me, può arrivare a giocare in una big».

In questo senso può aiutarlo la presenza di Pelagotti?

«Sta già accadendo. In più modi. Intanto Alberto Pelagotti ha dimostrato sul campo di essere un portiere all’altezza della Serie A e, dunque, Skorupski sa che non può dare niente per scontato. Inoltre sia lui che Maurizio Pugliesi lo aiutano, e aiutano me, tutti i giorni. Con loro guardiamo i filmati, parliamo degli avversari e prepariamo la partita secondo le caratteristiche dei loro attaccanti. È come se fossimo una piccola squadra dentro la squadra Empoli».

È così importante “fare squadra” per i portieri?

«Fondamentale. Come dico sempre a Skorupski, per stare fra i pali in questo campionato bisogna cominciare a preparare la partita dal martedì, anche mentalmente. Non si può aspettare il sabato, perché il confine fra le prodezza e l’errore è davvero sottile».

A proposito di prodezze, quale fra quelle di Napoli le è piaciuta di più?

«Quella su Callejon. Una parata super. Skorupski ha dalla sua una dote naturale, la forza, che lo aiuta molto. Ovviamente da sola non basta ma l’altra qualità che ha, e che non deve assolutamente perdere, è la voglia di lavorare, di giocare, di essere sempre dentro la partita. Poi, ovviamente, ci sono aspetti su cui deve migliorare».

Tipo?

«Di questo è giusto parlare con lui e non con altri».

Domani, intanto, arriva la “sua” Roma.

«L’anno scorso non fece bene ne all’andata ne al ritorno. Troppo teso? Forse il contrario, troppi amici da salutare. Ma lui lo sa benissimo, perché apprende molto soprattutto dagli errori».

Fra l’altro nel confronto diretto con Szczesny si gioca molto...

«Vero. Il suo futuro, visto che Lukasz è della Roma, ma anche la Nazionale. Ci tiene molto e il ritorno nel gruppo della Polonia è uno stimolo ulteriore. Il più importante, però, si chiama Empoli. Ci tiene a fare bene e ad aiutare la squadra. E alla fine forse è proprio questo l’aspetto più importante».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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