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Un percorso comune e questa sera il primo faccia a faccia

Un percorso comune e questa sera il primo faccia a faccia

EMPOLI. Un amore a prima vista, sbocciato nel giugno del 2012 quando si sono conosciuti per la prima volta nella pancia del Carlo Castellani. Tra Maurizio Sarri e Giovanni Martusciello il feeling la...

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EMPOLI. Un amore a prima vista, sbocciato nel giugno del 2012 quando si sono conosciuti per la prima volta nella pancia del Carlo Castellani. Tra Maurizio Sarri e Giovanni Martusciello il feeling la scintilla è scattata subito. Forse perché Sarri (per via anche delle sue origini) è il toscano più napoletano che c’è, viceversa Giovanni. In comune la voglia di riscatto dopo due annate così così e il carattere verace e sanguigno. Un mix esplosivo che è riuscito a portare l’Empoli in alto. Sono cresciuti insieme Maurizio e Giovanni. Dall’avvio difficile in serie B alla splendida cavalcata della promozione, fino ad arrivare alla salvezza in serie A. Un percorso a tappe che li ha visti fianco a fianco costruire l’Empoli di oggi. Giornate passate nell’ufficio a studiare i video ad approfondire ogni singolo aspetto della tattica e dei calciatori. Un rapporto profondo che è andato oltre il campo e si è spostato anche sul lato umano. «Sarri per me è come un fratello maggiore – ha detto più volte Martusciello» e come dargli torto. Da Maurizio, per sua stessa ammissione Giovanni ha imparato tanto, tantissimo. Soprattutto sul campo, dove ha ripreso e portato avanti i principi del tecnico di Figline. Quel 4-3-1-2 che è diventato un mantra, quella cura maniacale della fase difensiva. Tutti aspetti che l’attuale allenatore dell’Empoli ha assimilato grazie a quello che è a tutti gli effetti il suo maestro. Nell’estate del 2015 Martusciello avrebbe potuto seguire Maurizio e prendere la strada di Napoli. Sarri lo voleva come suo collaboratore nello staff tecnico per continuare quel percorso iniziato qualche anno prima. Una tentazione forte per Martusciello ischitano e legatissimo alla città partenopea. Ma alla fine non se ne fece niente e le strade dei due si sono divise. Solo sul campo però perché l’amicizia è rimasta intatta nonostante la distanza. Telefonate, consigli, come quando a Giovanni è stato proposto di allenare la prima squadra dell’Empoli. Lui ha alzato la cornetta e ha chiamato il suo maestro. «Ricordati che l’approccio con la squadra cambierà completamente da quando facevi il vice – sentenziò Sarri – prima eri un amico, ora sei qualcosa di diverso». Chissà cosa si diranno invece oggi, quando si troveranno l’uno di fronte all’altro, nemici per una sera. E chissà se l’allievo riuscirà, come nella più classica trama da film, a superare il suo maestro.

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