Il Tirreno

Empoli

Segnare non gli basta D’Alessandro para anche

di Alessandro Marmugi
Segnare non gli basta D’Alessandro para anche

Ha iniziato la partita da difensore firmando la rete del vantaggio del Cdp Limite poi per necessità ha concluso il match fra i pali salvando a più riprese la sua porta

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LIMITE SULL’ARNO. Ci sono partite così belle da non sembrare vere. C’è chi si addormenta e magari sogna di scendere in campo il giorno dopo e di segnare il gol decisivo. O magari chi immagina di fare una parata fondamentale e di salvare il risultato all’ultimo minuto. Qualche volta però la realtà supera la più fervida immaginazione. È il caso che vede protagonista Antonio D’Alessandro che in un solo match è riuscito a decidere con un suo gol il risultato finale e poi per necessità, si è trasformato in portiere salvando il risultato in un paio di occasioni. Una domenica da sogno per il difensore della Cdp Limite. Una gara insidiosa per i giallorossi del ds Scappini, sul campo del Castelnuovo, una sfida che però si mette subito bene grazie proprio ad Antonio che in mischia dopo pochi minuti si avventa sul pallone e mette la palla dentro. Un gol importantissimo anche se il bello deve ancora venire. Nel secondo tempo, infatti, il pallone il portiere dei giallorossi Bigalli accusa un infortunio muscolare. Non ce la fa a proseguire e in panchina non c’è il secondo portiere Amato alle prese con impegni di lavoro. Così D’Alessandro coglie la palla al balzo, decidendo di trasformarsi in estremo difensore. Ma più che portiere per caso, trattasi di portiere per vocazione. «Spesso – racconta – quando gioco a calcio a 5 con gli amici nella squadra del Caffè Romagnoli faccio il portiere. Così in accordo con il mister mi sono messo i guanti e sono andato in porta. Ci siamo presi un bel rischio anche perché la porta non è certo come quella del calcetto». Il Castelnuovo mette in atto un vero e proprio tiro al bersaglio ma D’Alessandro compie almeno un paio di interventi decisivi. «Il primo è un uscita con la quale sono riuscito a togliere la palla dalla testa dell’attaccante avversario – racconta – il secondo è sempre un uscita ma di piede. Ho sfruttato l’istinto del difensore per anticipare l’avversario». Un gol e due straordinarie parate che hanno permesso alla Cdp di portare a casa il risultato e a D’Alessandro di vivere una domenica particolare. «È una giornata che mi ricorderò per sempre –ammette – una partita così particolare, emozionante e buffa non l’avevo mai giocata». Adesso il rischio è che D’Alessandro possa diventare, nel momento del bisogno, il portiere dei giallorossi. «Il mister mi ha mandato un messaggio e scherzando mi ha detto di portare i guanti all’allenamento – racconta divertito – ma il mio ruolo è quello del difensore, in casi straordinari, però, sono pronto a mettermi a disposizione». Forse tornerà anche a fare il portiere, ma di sicuro una domenica come quella appena passata non la rivivrà più.

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