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Empoli, il dg Carli smonta le voci sul caso-Saponara
«L’esclusione con la Juve è figlia solo di una scelta tecnica, da Riccardo vogliamo qualcosa in più ma non solo da lui...»
EMPOLI. Due sberle dall’Inter, altrettante a Roma (sponda Lazio) e tre dalla Juventus: gli ultimi 270 minuti di campionato hanno detto, inequivocabilmente, che l’Empoli non vincerà lo scudetto, che non andrà in Champions League e che quasi sicuramente resterà fuori anche dall’Europa League.
È un paradosso, ovviamente, perché l’Empoli deve salvarsi. Ma per farlo ha bisogno di crescere ancora e di ritrovare la via del gol perduto. Quindi ha bisogno soprattutto di ritrovare il suo giocatore forse più importante, Riccardo Saponara. L’esclusione con la Juventus ha fatto rumore, molto. Con tante voci che si sono rincorse nelle ultime 48 ore: dal litigio con Martusciello a quello con il presidente Corsi. Versioni che il dg Marcello Carli smentisce seccamente.
«Niente di vero – sostiene il dirigente – e mi sembra anche tempo perso parlarne. Saponara non ha giocato contro la Juventus semplicemente perché l’allenatore ha deciso così. Non lo aveva visto bene contro la Lazio, come del resto noi, non lo aveva visto bene in settimana e anche per esigenze tattiche ha preferito schierare Krunic. Capisco che sia una decisione che desta un minino di scalpore, ma dietro non c’è assolutamente niente».
Però, fermo restando la scelta tecnica di Martusciello, potrebbe comunque esserci un problema legato al contratto del giocatore: nei giorni scorsi si era parlato di un possibile prolungamento...
«E io vi dico che vi ribadisco che non è così. Non ci sono problemi. Neanche legati al contratto, anche perché siamo ad ottobre e non sarebbe certo questo il momento di crearne... Se vi ricordate anche nella passata stagione giocatori importanti come Tonelli e Mario Rui hanno prolungato a gennaio».
Però difficilmente l’Empoli può pensare di costruire l’impresa che insegue senza Saponara.
«Infatti nessuno lo pensa. Ha giocato 6 partite su 7 perché per noi è un elemento importante. Ma proprio per questo da Riccardo ci aspettiamo di più, vogliamo di più. In primis l’allenatore che aveva esigenze tattiche diverse e che può averne approfittato anche per cercare di spronarlo».
Quindi un problema esiste?
«No. Tanto che lo stesso discorso vale per molti dei compagni di Riccardo. Non siamo arrabbiati o preoccupati per il rendimento della squadra, semmai è la classifica che non ci piace affatto, ma da tutti vogliamo di più. Perché l’Empoli può e deve dare di più di quanto non abbia fatto finora».
Sicuramente deve segnare di più.
«Ma non solo. Deve avere anche più personalità nella gestione dei momenti difficili che durante una partita arrivano per forza. Il potenziale c’è, il margine di crescita anche, E per sfruttare entrambi io conosco solo una ricetta: il lavoro».
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