Italia
Stessi risultati e punti, ma in casa Empoli a mancare sono i gol
La squadra è rimasta a secco in ben 5 delle 6 gare giocate. L’attacco non si sblocca: nessuno in Europa ha fatto peggio
EMPOLI. Il calcio non è una scienza esatta. Se lo fosse probabilmente l’Empoli non sarebbe, per il terzo campionato consecutivo, seduto al tavolo delle grandi. I numeri, insomma, non dicono tutta la verità nient’altro che la verità quando di mezzo ci sono un pallone che rotola su un campo e ventidue giovanotti che lo inseguono e lo giocano. Però qualcosa dicono, almeno dopo 540 minuti di torneo alle spalle.
Il confronto. E quelli degli azzurri alcuni messaggi chiari li mandano. Ad esempio quello relativo alla classifica. Che, oggi, recita 4. Che poi sono anche gli stessi identici punti dello scorso campionato, quello culminato con uno straordinario 10º posto (figlio, soprattutto, di un girone d’andata poi chiuso oltre quota 30). Dato interessante, che non significa che è lecito attendersi lo stesso sviluppo di stagione (e ci mancherebbe...) ma più semplicemente che l’Empoli non è già retrocesso. La storia della stagione è tutta da scrivere, insomma. Ma per cominciare ad arricchire il romanzo con qualche soddisfazione, c’è la necessità assoluta di invertire il vero trend negativo di questo non semplice avvio di campionato: il gol. Tornare a segnare, insomma, diventa un obbligo categorico, assoluto. Se con i punti più o meno ci siamo (oltre al pareggio con Giampaolo c’è anche un non drammatico -2 rispetto a Sarri e -1 nei confronti dell’ultima gestione Cagni, anno della retrocessione), infatti, le reti mancano con l’acqua nel deserto. I solo 2 acuti centrati in 6 turni sono pochi, troppo pochi. Si tratta, infatti, del peggiore rendimento dei principali campionati europei: come il Darmastadt, l'Ingolstadt, l'Amburgo e lo Schalke in Germania (che oerò ha giocato 5 gare) e il Tondela in Portogallo. E con l’ulteriore aggravante che sono arrivati in 1 sola partita (2-1 col Crotone) e che quindi in 5 incontri su 6 gli azzurri non hanno segnato.
Attacco bloccato. In questo senso è anche più impietoso il raffronto col recente passato: 6 gol fatti nella scorsa stagione, 8 nel 2014/2015 e 7 nel 2007/2008. Problema che chiama in causa, ovviamente, soprattutto l’attacco. Martusciello ha già utilizzato tutti i giocatori offensivi a disposizione, considerato anche la manciata di minuti concessa a Mchedlidze ed escluso il baby Matheus Pereira, ma senza fortuna. Ma a mancare, rispetto a un anno fa, sono soprattutto le invenzioni di Saponara. Il fantasista, infatti, nelle prime 6 giornate aveva segnato 3 reti e fornito 2 assist decisivi mentre a Pucciarelli e Maccarone manca 1 gol. Un trend che Martusciello sta provando a invertire con alcune novità viste all’Olimpico (movimenti diversi di Gilardino, passaggio al 4-3-3) e le occasioni, bene o male, ci sono state in quasi tutte le gare. Ora, però, c’è da sfidare la super-difesa della Juve.
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