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Rivoluzione in panchina È il momento dei giovani
S’abbassa drasticamente l’età media degli allenatori nel panorama amatoriale Sono partiti con il piede giusto Bellucci (Spicchiese) e Frosini (Cortenuova)
EMPOLI. Qualcuno dal vocabolario raffinato lo ha ribattezzato “Guardiolismo”, altri, invece, sono più avvezzi alla politica e preferiscono usare il termine “rottamazione”. Il nome sceglietelo pure voi, fatto sta che anche nel mondo del calcio Uisp è in atto un vero e proprio ricambio generazionale in panchina. Addio al vecchio allenatore di una certa età, col capello bianco che parla ancora di libero, stopper e centravanti. Oggi il mister è giovane, spesso nemmeno trentenne, con le idee chiare e carattere da vendere. Molte squadre hanno deciso di effettuare questo passaggio di consegne anche se le motivazioni non sono soltanto anagrafiche. Dietro alla scelta di affidare la squadra ad un tecnico giovane ci sono anche il senso di appartenenza e l’amore per la propria squadra. È così che alcuni calciatori fermati dai ripetuti infortuni hanno deciso di togliersi gli scarpini ed indossare la tuta. Quest’anno è toccato a Gabriele Bellucci e Daniele Frosini. Il primo è diventato il nuovo mister della Spicchiese, il secondo del Cortenuova. E alla prima giornata si sono subito fatti valere visto che le loro squadre hanno vinto entrambe. Bellucci, 30 anni da compiere, ha intrapreso la nuova carriera dopo l’ennesimo stop che lo ha spinto a dire basta. «Mi sono rotto più volte i legamenti – racconta – nella passata stagione anche un braccio. Ho capito che era arrivato il momento di dire basta. Poi è arrivata la proposta da parte dei dirigenti di fare l’allenatore. All’inizio ci ho pensato bene, perché sapevo che non sarebbe stato facile, ma alla fine ho accettato. L’incognita più grande era capire come sarebbe andata con i giocatori più vecchi di me, i senatori, ma alla fine credo sia andata alla grande». Sicuro, visto che la Spicchiese all’esordio ha ottenuto subito fatto centro. «È stata una grande emozione – aggiunge Bellucci – anche se devo imparare a stare in panchina. A volte mi viene voglia di mettermi gli scarpini e di tornare in campo…». La sua storia è molto simile a quella di Daniele Frosini oggi allenatore del Cortenuova. I due tra l’altro hanno giocato insieme quando la squadra si chiamava ancora Gabbiano e si conoscono bene. «Infatti sono andato a seguire la sua partita – racconta – è incredibile vedere che siamo diventati allenatori». Anche Frosini, classe 88 è stato costretto a dire basta per i troppi stop fisici. «Il vecchio mister, Paolo Dicuzzo a fine anno ha lasciato e mi ha chiesto di sostituirlo – prosegue – la passione per il calcio e il rapporto speciale che mi lega a questa squadra mi hanno convinto». Così ha deciso di tuffarsi in questa nuova avventura. «La cosa più difficile è applicare sul campo, anche durante gli allenamenti, i concetti che uno vuole mettere in pratica. Ma sto trovando grande soddisfazione, quello che mi interessa è cementare il gruppo». E sull’avvento degli allenatori giovani nel calcio Uisp non ha dubbi. «Non credo sia un discorso di bravura, quanto la voglia di affidare la squadra a chi la conosce e ha senso di appartenenza per la maglia».
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