A piccoli passi l’Empoli cresce, bene così
Prima soffre poi sfiora anche il colpo: da Torino torna con un punto che vale
TORINO. Non siamo davanti alla frase consegnata alla storia di Neil Armostrong dopo aver appoggiato il piede sul suolo lunare («un piccolo passo per l'uomo un grande passo per l'umanità»), non siamo alla svolta della stagione. Eppure il nuovo passo avanti dell’Empoli sarà piccolo, ma è comunque significativo. Il pari in casa del Torino, infatti, consegna al campionato una squadra, quella di Martusciello, che è sempre più... squadra. Che sa soffrire, come succede nella seconda parte della prima frazione, ma è anche capace di uscire da guai, come dimostra ampiamente nella ripresa. Il punto che arriva, dunque, non solo muove la classifica ma conferma la crescita. Di tutti.
La sofferenza. Soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento. Perché neanche troppo tempo fa, sia chiaro, l’Empoli questa partita l’avrebbe persa. Proprio come perse quella contro la Sampdoria. Da quel giorno, però, qualcosa è cambiato. Come la capacità di soffrire, appunto. Ovvero quello che Martusciello avevo chiesto ai suoi alla vigilia. E, in questo contesto, non si può non prendere ad esempio Saponara. Già, perché il fantasista con ogni probabilità sarà travolto da giudizi negativi e, certo, la prova contro i granata non passerà agli annali come la sua migliore. Eppure c’è molto del suo lavoro sporco in questo pareggio: perché il duello con Valdifiori stavolta finisce senza né vinti né vincitori, ma toglie ai granata l’unica fonte di gioco. Non a caso, al di là di una fiammata di Obi subito spenta da Skorupski, la partita regala poco o niente per molti minuti. Poi, invece, è il Toro a prendere il sopravvento. Soprattutto in mezzo, dove Tello soffre la fisicità di Obi e José Mauri sbaglia molto. Al riposo, insomma, l’Empoli ci arriva con il fiato corto e, va detto, il nulla di fatto penalizza molto di più i padroni di casa.
La riscossa. Resistere così per altri 45 minuti, pensi, sarà complicato. Ma l’Empoli che inizia la ripresa, infatti, è diverso. Non negli uomini, almeno per 10 minuti, ma nell’interpretazione del match. E la fotografia, stavolta, è quella di Tello. Perché è il colombiano, ora, a mettere in croce Obi e sfondare puntualmente sulla destra. Gilardino commette l’errore che non ti aspetti in avvio, mancando una palla d’oro di Saponara a pochi passi dalla porta, ma l’episodio non resterà isolato. Gli azzurri, cioé, ora si fanno preferire. E anche di gran lunga. Merito anche della mossa di Martusciello, perché sgancia Diousse per José Mauri e l’impatto sul match del senegalese è tanta roba (un po’ come quello di Barba, entrato al posto dell’acciaccato Costa mentre passano i titoli di coda del primo tempo). È un altro Empoli, insomma. Che non brilla mai di una luce eccelsa (come forse ha abituato le bocche buone...), però trasforma i sospiri di sollievo dell’intervallo in recriminazioni. Ma, come detto, oltre al punto (che comunque proprio schifo non fa...), si torna a casa con diversi segnali positivi e un pizzico in più di consapevolezza che non guasta per niente.
Maxi di nome... e di fatto. Infine un’annotazione su Maxi Lopez. Con Belotti in infermeria, infatti, l’argentino resta fuori per problemi... di bilancia. È sovrappeso non di 1 ma di 7 chili. Il destino è nel nome, insomma. Ma anche chi se n’è accorto prima della quarta giornata di campionato, diciamocelo, forse proprio una gran figura non ce la fa... A Empoli, di questo siamo certi, non sarebbe successo.
@DavidBiuzzi
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