«Empoli, sono rimasto per crescere e salvarti»
Saponara archivia il tormentone estivo di mercato e fissa gli obiettivi «Voglio aiutare i compagni più giovani e prendermi le mie responsabilità»
EMPOLI. Il suo possibile addio è stato uno dei tormentoni dell’estate, ma lui a lasciare l’azzurro alla fine non ci ha mai pensato. Riccardo Saponara (nella foto) riparte e scommette su se stesso. Sulla sua classe, ma soprattutto sulla sua grande voglia di regalare un’altra salvezza. «Si è parlato tantissimo durante la sessione di mercato di un mio possibile addio - spiega - ma non ci sono state mai opportunità concrete di andarsene. Quindi alla fine mi sono concentrato da subito sul campo e chi mi ha visto allenare nell’ultimo periodo ha sicuramente potuto notare questo aspetto. Ho sempre cercato di dare il meglio per fare una grande stagione, ero già nell’ordine di idee di rimanere con l’Empoli. E io sono contento così perché qui sono sempre stato benissimo. Adesso vogliamo raggiungere un’altra salvezza, un obiettivo storico».
E per centrare l’importante traguardo Ricky vuole migliorarsi ancora. «Il mio obiettivo è giocare con continuità ad alti livelli - spiega -e prolungare nel tempo questo tipo di prestazioni. Adesso ho un anno in più di maturazione e mi viene chiesto un certo supporto nei confronti della squadra e dei compagni. Non mi ritengo più un giovane calcisticamente parlando, i giovani sono altri e io devo dare il mio aiuto ai ragazzi, assumendomi anche determinate responsabilità». Ad aiutare lui in questa avventura invece c’è il nuovo mister Giovanni Martusciello. «Il rapporto con Giovanni va avanti da diverso tempo - spiega Saponara - nasce nel 2009 e devo dire che va oltre quello professionale. Per noi averlo in panchina è un valore aggiunto e forse lo è anche per il mister. Quando entro in campo voglio dare quel qualcosa in più anche per lui. C’è anche un pizzico di responsabilità in più perché iniziamo il terzo anno in serie A e abbiamo dalla nostra un’esperienza maggiore rispetto a prima. Dobbiamo dare l’esempio».
Di Natale ha detto di lui che è l’ultimo vero numero 10 del campionato italiano. Parole che hanno lusingato il trequartista azzurro. «Mi hanno fatto molto piacere le sue parole - spiega Ricky – mi sono sempre sentito un numero 10 anche se questo è il primo anno in cui indosso questo numero. Quello del trequartista è un ruolo che sta passando di moda, però sono convinto che se ogni squadra avesse un giocatore con determinate qualità lo schiererebbe sempre in campo». Sull’inizio difficile della squadra, che dopo due partite è rimasta al palo il fantasista azzurro non ha dubbi. «Quello di quest’anno è un Empoli molto diverso rispetto a quello della passata stagione, ma fa parte della nostra storia. Come sempre partiamo con qualche difficoltà in più abbiamo un sistema collaudato e ai nuovi calciatori serve un po’ di tempo per assimilarlo. La gara di Udine? C’è molta rabbia, chi ha visto solo il risultato può pensare a una partita difficile da parte nostra, ma non è stato così. Dopo lo svantaggio non ci siamo buttati giù. Abbiamo giocato il nostro calcio, peccato per le occasioni che ho avuto, se avessi segnato sarebbe finita diversamente. E’ stato comunque un passo avanti e sono convinto che possiamo crescere ancora. Abbiamo tutte le carte in regola per ripetere una grande stagione, ma non possiamo pretendere una salvezza con un girone di anticipo».
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