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L’Empoli stecca ancora la prima
Muriel regala il match all’ex Giampaolo: servono più testa e più gambe
EMPOLI. È la maledizione della prima. Colpisce ormai da tre anni e, dopo Sarri e Giampaolo, tocca a Martusciello inchinarsi all’incantesimo. Al Castellani, infatti, l’allievo non supera il maestro. Anzi. È il grande ex a sorridere. A portarsi via i tre punti forse anche un pizzico di fortuna ma di sicuro con merito.
Azzurro timido. Già, perché al netto degli episodi (che comunque fanno pendere la bilancia dalla parte degli ospiti) i doriani lasciano un’impressione di superiorità fin troppo evidente nel primo tempo e diffusa anche nella ripresa. L’Empoli, che in teoria dovrebbe essere persino più avanti, è meno squadra, in tutto e per tutto. Palleggio, pressing e aggressivtà premiano i liguri già dai primi minuti e in maniera fin troppo evidente nel primo spicchio di match. Gli azzurri faticano a guadagnare metri di campo perché in mezzo manca la qualità (o comunque quella degli altri è altra cosa) e l’unica vera fonte di gioco, Saponara, finisce nella mora disegnata da Giampaolo (che lo conosce bene...) con la fastidiosa zanzara Torreira in marcatura quasi a uomo e i raddoppi sistematici di uno dei due interni. Fare gioco, così, diventa un’utopia e i lanci in profondità si perdono nel nulla cosmico. La Samp, inoltre, ha un approccio migliore sia di testa che di gambe e il parziale di 14-5 nei falli fatti (per i blucerchiati) all’intervallo è un segnale che conta assai. Anche perché il tabellino dice pure 0-1, visto che l’Empoli ha il merito di concedere poco, pur subendo, ma sbaglia tutto al minuto numero 37 quando Laurini si fa sorprendere alle spalle da Muriel (su rimessa laterale), Cosic sbaglia tutto arretrando centralmente invece di affrontarlo e Pelagotti chiude il cerchio facendosi bucare sul primo palo dal colombiano cui non pare vero trovare uno spazio in cui lanciarsi.
Qualcosa di meglio. Il break serve a Martusciello per provare a metterci le mani. E la prima mossa è pure buona visto che Krunic (dentro per il deludente Tello) sarà il migliore in casacca azzurra. Il successivo ingresso di Croce contribuisce a riportare gli azzurri qualche passo dentro il match, anche se la Samp non è quasi mai in affanno e punge con le ripartenze del solito Muriel che, da solo, impegna al limite la difesa di casa. Non è ancora il vero Empoli, insomma, ma è qual cosa di meglio. Almeno a spazzi. Come le rare volte in cui si accende Saponara (prova complessivamente non soddisfacente, ma resta comunque uno dei pochi a dare l’impressione di avere qualche asso da calare) o come quando Krunic ci mette fisicità e qualità. Il bosniaco lo fa una prova volta innescando bene Pucciareli (forse in fuorigioco, ma comunque non segnalato) che spara a salva da buona posizione, e una seconda quando non sfrutta un cioccolatino del fantasista (e chi altri?) fallendo il tentativo sul primo palo (merito anche del riflesso di Viviano). Nel finale Martusciello si gioca il tutto per tutto con Gilardino dentro per Buchel e passaggio al 4-2-3-1. La Samp ora fa più fatica a tenere ma il tentativo dura il tempo di un amen visto che Mariani decide di salire in cattedra anche in una partita semplice mostrando il rosso diretto a Maccarone per un’entrata da giallo su Barreto. È la fine dei giochi.
Fare di più. La rincorsa alla storia (ovvero la terza salvezza) deve ancora iniziare, insomma. E forse anche l’Empoli deve ancora iniziare: aspettando la fine del mercato - che deve comunque aggiungere e non togliere - bisogna dare di più.
@DavidBiuzzi
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