Il Tirreno

Empoli

Russo-Martusciello storia di un’amicizia

di David Biuzzi
Russo-Martusciello storia di un’amicizia

Il vice: «Il mister ha uno spessore umano fuori dal comune»

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EMPOLI. I volti nuovi, in casa Empoli, non sono solo sul campo di gioco. No, anche nello staff voluto e disegnato da Giovanni Martusciello ce ne sono. E, uno di questi, ha proprio preso il suo posto. «Ma lui – avverte il diretto interessato – è insostituibile, unico». Si tratta di Salvatore Russo, classe 1971, di Salerno. È una bella storia di amicizia quella che lo ha portato al Castellani ed è proprio Russo a raccontarla. «Con Gianni (chiamerà Martusciello così per tutta l’intervista, ndr) abbiamo giocato insieme ad Ischia, 25 anni fa. Diventammo subito ottimi amici e amici siamo rimasti nonostante le nostre strade poi si siano separate per non incrociarsi mai più. Almeno fino a quando non mi ha chiamato».

Se l’aspettava?

«No, questo proprio no. È stata una sorpresa, una piacevolissima sorpresa. Per me essere qui a Empoli non è solo una grande occasione ma anche e soprattutto un onore. E cercherò di ripagare la fiducia dando il massimo ogni giorno, in ogni allenamento».

L’impatto come è stato?

«Il migliore possibile. C’è una parola che tutti stanno usando in questo periodo, famiglia, ed è quella che descrive meglio l’ambiente che ho trovato. Mi ha davvero stupito l’unità d’intenti che c’è qui a Empoli. Non parlo solo dei giocatori, ma anche all’interno dello staff o coi magazzinieri».

Rispetto alle sue esperienze precedenti?

«Un altro mondo, di sicuro. Perché è Serie A, ovviamente, ma soprattutto per queste peculiarità di Empoli».

Da giocatore spesso ha sfidato gli azzurri: era un centrocampista di grande applicazione, dinamico e grintoso.

«Ero un giocatore che cercava sempre di dare il meglio. Esattamente quello che faccio oggi in questa nuova veste di collaboratore di Gianni».

E smesso di giocare?

«Ho fatto l’osservatore per il Varese, poi sono entrato nello staff del’Averna Normanna. Ed ora eccomi qui».

Se non l’avesse chiamata Martusciello sarebbe finito alla Roma?

«Nessuno mi ha cercato. L’unica cosa che posso dirvi è che sono rimasto molto legato a Spalletti e Domenichini. Li ho avuti ad Ancona e anche con loro, come con Gianni, è bastato poco per far scoccare la scintilla dell’intesa».

Hanno molto in comune?

«Una cosa su tutte. Cioé che si parla di persone che hanno uno spessore umano impressionante. È facile legare con uomini così».

E Martusciello come l’ha ritrovato, cambiato?

«No, Gianni è sempre Gianni. Quello a cui tutti vogliono bene. Perché per chi lo conosce è impossibile non farlo».

Che Empoli sta nascendo secondo lei?

«Sta nascendo un grande gruppo. Che lavora con un’armonia incredibile. E questo conta, perché se questa è la base poi tutto diventa più facile. O almeno possibile».

E c’è un nuovo Russo in questo gruppo?

«Fortunamente no. Questi ragazzi sono tutti molti più forti di quanto non lo sia mai stato io».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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