Il Tirreno

Empoli

«Voglio arrivare a 200 gol ma conta solo l’Empoli»

di Alessandro Marmugi

Idee chiare e spirito di squadra: è iniziata così l’avventura del nuovo bomber «È la squadra che valorizza i singoli e la salvezza è l’unico traguardo che conta»

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EMPOLI. Qualcuno ancora si stropiccia gli occhi chiedendosi se quel giocatore che indossa il nuovo completo da allenamento dell’Empoli sia davvero lui. Sì, è proprio lui, Alberto Gilardino, il bomber da 188 gol in Serie A, il campione del mondo di Germania 2006. Qualche anno fa sarebbe stato impossibile immaginarselo sul prato del Castellani a rubare i flash dei fotografi, lo ammette anche l’ad Francesco Ghefli: «Sì, due anni fa sarei sobbalzato sulla sedia. Oggi invece l’arrivo di Alberto fa parte di un percorso di crescita che questa società ha intrapreso». Oggi, invece, eccolo qua, il percorso degli azzurri si è incrociato con quello bomber di Biella.

CIAO PALERMO. Ha chiuso il violino nella custodia, il Gila, e dalla Sicilia è tornato in Toscana. Tanto entusiasmo e la voglia di chiudere le polemiche sul suo addio alla maglia rosanero. «Voglio ringraziare i tifosi del Palermo– esordisce l’attaccante – per l’esperienza vissuta in rosanero e anche la società per avermi dato questa opportunità anche se ora è tutto finito. Sono uscite anche troppe cose in questi giorni e voglio stemperare le polemiche. Alla fine separarci è stato un bene per entrambi. Ora sono felice di intraprendere questa nuova avventura – aggiunge – ho scelto l’ Empoli perché è stato bravo e veloce a chiamarmi e a darmi la possibilità di giocare altri due anni in Serie A. E poi perché torno in Toscana una terra alla quale sono molto legato. Arrivo in una società che mi ha sempre colpito per come ha lavorato in passato. Sono stati bravi sia il presidente che il direttore nel credere in me. Sono stati veloci nella trattativa, e io non ci ho pensato due volte».

200 GOL ALL’ORIZZONTE. Si mette nuovamente in gioco, il Gila, da neanche poi tanto lontano punta il traguardo dei 200 gol in Serie A, traguardo che dista solo 12 lunghezze. «Si – ammette – è un obiettivo che mi sono prefissato, ma prima di tutto viene l’Empoli, la squadra, perché è quella che poi permette la valorizzazione del singolo. Dobbiamo pensare a fare una grande stagione come gruppo, poi verranno i traguardi personali. Dobbiamo provare a raggiungere la salvezza, nell’ultima stagione ho lottato fino in fondo e ho capito cosa vuol dire giocare per restare in Serie A. Arrivo in una squadra che gioca bene a calcio – aggiunge – lo scorso anno l’ho seguita, hanno fatto un girone di andata straordinario. Sono convinto che mi troverò bene col modo di giocare della squadra».

GRANDE FAMIGLIA. L’impatto con la piazza è stato positivo. L’accoglienza da parte dei nuovi compagni è stata calorosa, mentre fra i tifosi (una decina per lui fuori dallo stadio, da questa parti una rarità) è già Gila-mania. In più ha ritrovato due sue vecchie conoscenze, Pasqual e Maccarone. «Dell’Empoli ho sempre apprezzato la cultura del lavoro e il fatto che questo club fosse considerato da tutti come una grande famiglia, una cosa che ho percepito subito. Fa piacere ritrovare Manuel – aggiunge – abbiamo giocato tanti anni insieme. È un amico ed è molto bello rivederlo qui, sarà un valore aggiunto per noi. Conosco bene anche Maccarone, ero con lui a Parma, è un piacere ritrovarlo. Dualismo con Big Mac? È il capitano di questa squadra, più giocatori forti e concorrenza c'è e più che è un bene per l'Empoli». Ad allenare il campione del mondo, invece, ci sarà un allenatore esordiente. «Martusciello? Sono contento e affascinato di potermi confrontare con un allenatore all'esordio – racconta – perché ha grandissima voglia di lavorare, dobbiamo essere noi giocatori ad aiutarlo, con lui ho parlato e ci confronteremo poi anche in ritiro».

IL NUMERO. Ora non resta che scegliere il numero di maglia, anche se il suo preferito ha già un “proprietario”. «Mi piacerebbe l’11 ma lo indossa da tanti anni Daniele Croce. Gli ho chiesto se me lo lasciava, ma l'ho visto titubante – dice ridendo – so che è disponibile il 10, più avanti deciderò».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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