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Tonelli: «Io agli Europei? Anche a portare le borracce»

di Alessandro Marmugi
Tonelli: «Io agli Europei? Anche a portare le borracce»

Il difensore dell’Empoli racconta le emozioni della prima convocazione in Nazionale «Io e Rugani ci siamo aiutati a vicenda, con Sarri ho imparato a fare gruppo»

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EMPOLI. «È incredibile quanta strada ho fatto per arrivare fino a qua. È una sensazione quasi surreale». Il grande sogno di Lorenzo Tonelli si è avverato. Dopo 16 anni di Empoli finalmente è arrivata la chiamata in nazionale e per lui è quasi un ritorno a casa. Già, perché il difensore azzurro (ormai prossimo alla firma col Napoli) è cresciuto proprio lì, a due passi dal centro tecnico federale di Coverciano e da piccolissimo ha giocato nel campo della Settignanese, praticamente attiguo a quello dove si allena la nazionale italiana.

«Quando ero piccolo sognavo di vestire questa maglia - racconta -. Da piccolo provavo a osservare i campioni, una volta mi sono messo a spiare e mi hanno mandato subito via. Da piccolo sognavo di indossare la maglia azzurra, mi chiedevo se riuscito a fare quel percorso e adesso eccomi qua». Ci è arrivato dopo tante battaglie andate in scena al Castellani che ormai è diventata la casa dei giovani difensori. Prima Rugani, poi Tonelli, una coppia che insieme ha vissuto momenti magici, una coppia cresciuta mano nella mano, due campioni oggi nel giro della nazionale. «Io e Rugani, quando abbiamo giocato insieme ad Empoli ci siamo aiutati a vicenda. Anche perché con Sarri abbiamo imparato che non esistono individualità ma solo spirito di gruppo. Quello che lui ha fatto per me, io l'ho fatto per lui. Ha ancora tanto da migliorare, potrà diventare un grandissimo». Ma non solo Rugani di Empoli Lorenzo si porterà sempre dietro il rapporto con mister Sarri che ritroverà a Napoli e quello con Giampaolo. «Per adesso preferisco pensare a Conte, un allenatore molto preparato che ci sta facendo allenare con grande intensità e che mi sta permettendo di conoscere nuovi moduli e nuovi modi di giocare. Per il Sarri che ho conosciuto io ci sono delle differenze per quanto riguarda il modo di difendere. Sarri predilige che si guardi la palla. Di Conte - aggiunge Tonelli - mi ha colpito la disponibilità al confronto coi giocatori e la dedizione sul campo. Giampaolo? È un allenatore dotato di grande intelligenza, ha grande spirito di adattamento ed è una persona che ha vissuto esperienze non positive delle quali ha fatto tesoro. Sono sicuro che farà bene ovunque andrà, può essere sicuramente un allenatore da Milan».

Lo sguardo però adesso è rivolto al futuro e alla possibilità di giocarsi la chiamata agli europei. «Sono felice che sia arrivata questa chiamata - racconta il difensore - la mia aspettativa è di riuscire a imparare qualcosa. Non so quante probabilità ho di rientrare nei convocati per l'europeo, se devo dare una percentuale probabilmente è l'1%. Sarebbe fantastico riuscire a entrare nei 23, andrei volentieri anche a fare la riserva, pur di andare farei anche il portaborracce». Tra il sogno europeo e la prossima avventura al Napoli con un pensiero anche per la sua città Firenze. «Sicuramente ci sono molto legato. Da parte della Fiorentina non c'è stato mai un interesse concreto nei miei confronti. Ma io sono molto felice per le scelte che ho fatto in passato e per quelle che sto facendo adesso. Nel calcio - aggiunge - non c'è molto spazio per il romanticismo, noi calciatori siamo un po' mercenari. Cerchi di andare sempre in una squadra dove puoi giocare e che ti offre determinate garanzie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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