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Pugliesi è pronto a godersi il suo sogno
A (quasi) 40 anni l’esordio in serie A ora è dietro l’angolo
EMPOLI. Crederci sempre, anche quando un obiettivo sembra ormai irraggiungibile. Anche quando sembra tutto perduto. Maurizio Pugliesi lo ha fatto e quel sogno di bambino di giocare in serie A presto si avvererà.
Mister Giampaolo gli ha promesso l'esordio e col Torino toccherà a lui. Forse non dall'inizio, ma poco importa. Domenica sarà il suo grande giorno. «È una bella soddisfazione – racconta il portiere azzurro – come ho detto quando sono arrivato qui due anni fa il sogno di tutti i bambini che iniziano a giocare è quello di arrivare in serie A. Io ci arriverò in un età un po' più adulta, ma è vuol dire che sarà una soddisfazione doppia. Perché ad un certo punto non ci speravo più, invece arriva quasi a 40 anni. Credo di battere qualsiasi record, sarà ancora più bello».
Giampaolo lo ha più volte elogiato per il suo comportamento da uomo squadra e Pugliesi non può che esserne lusingato. «Mi hanno fatto molto piacere le parole del mister – dice – e lo ho ringraziato di persona. Fa piacere perché non viene riconosciuto solo il lato sportivo ma anche quello umano. Questi due anni a Empoli sono stati fantastici. Prima di tutto perché ho toccato con mano la serie A e poi perché Empoli è una grande famiglia dove ti accolgono tutti a braccia aperte e io mi sono trovato bene da subito».
Le dimostrazioni di affetto gli sono arrivate anche da tifosi anche sui social dove è stato creato l'hashtag #unminutoperPugliesi. «Questo fa davvero piacere perché ti viene riconosciuta la professionalità pur non avendo giocato. E poi penso di aver lasciato bei ricordi in tutte le squadre dove ho giocato». Il ruolo del terzo portiere è probabilmente uno dei più difficili ma a rendere l'avventura in azzurro speciale ci ha pensato l'affiatamento del "team Marchisio". «Con Mauro ci conosciamo da vent' anni – racconta Pugliesi – lui smetteva di giocare ed io iniziavo. Con lui, Skorupski e Pelagotti c'è un legame forte, io dico sempre che siamo una squadra nella squadra. Perché quello del portiere è un ruolo particolare. O giochi o non giochi e quando capita l'occasione devi essere sempre farti trovare pronto. Sono contento per Alberto che si è ritagliato spazio in questo finale di stagione. È riuscito a esordire, in una gara molto difficile come quella con la Fiorentina e ha dimostrato di poterci stare. Non ha mai mollato e vuole sempre migliorarsi e si è visto quando è stato chiamato in causa».
Ora però tocca a Maurizio, dopo tanti anni di gavetta è pronto anche per questo ultimo step. «Se sono arrivato fino a qua devo dire grazie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto in questi vent'anni di carriera – racconta emozionato – e anche ai vari preparatori che ho avuto. Oltre a Mauro Marchisio anche Gianni Capoccia a Beppe Martino, ma anche chi mi ha allenato a Rimini. Cosa farò la prossima stagione? Io ho sempre detto che finchè ho voglia di buttarmi per terra continuerò a giocare – spiega il portiere azzurro – e per adesso ho ancora voglia. Ma a questa età non dipende solo da me».
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