«Se andrò via da qui sarà solo per i soldi»
Tonelli parla del rientro e di un probabile addio... a malincuore
EMPOLI. È pronto a tornare, Lorenzo Tonelli. Lui che con la maglia dell’Empoli ha giocato anche con il naso frantumato (a Brescia), non vuole perdersi il finale di stagione (e, dopo due settimane, il suo nome torna nella lista dei disponibile). Due sfide per dirsi addio, viste le richieste di mercato, anche se il gigante della difesa a questo non pensa. Anzi, proprio non riesce a pensarci.
«Non ci riesco – spiega – perché non credo che saranno le mie ultime partite con la maglia dell’Empoli. Intanto bisogna vedere se andrò via e anche se fosse sono sicuro che un giorno tornerò a vestire l’azzurro. È una certezza».
Sembra che tutti vogliano tornare...
«Ma per me il discorso è diverso. Io non vorrei proprio andarmene».
E cioè?
«Cioé questa è la mia casa, la mia famiglia, la mia vita. Sono qui da 16 anni e se potessi non andrei mai via da un posto dove sto così bene. Da nessuna altra parte, sono sicuro, sarò lo stesso per me».
Ma?
«Ma sono un professionista e devo scegliere anche sotto il profilo professionale. La carriera del giocatore non è lunga e ho il dovere di pensare anche al futuro. Anche quello della mia famiglia, delle future generazioni. Se andrò via, insomma, sarà solo e soltanto per i soldi. L’aspetto economico, forse, mi farà andare altrove, ma se potessi, ribadisco, resterei sempre e per sempre qui. E sia chiaro che non è una lamentela nei confronti di una società, l’Empoli, che ha una politica da imitare e che per me ha fatto tanti sacrifici».
Ci si vede con un’altra maglia?
«Non riesco a pensarci. Sono arrivato qui una vita fa, avevo appena 10 anni, e andare via sarà come andare a vivere su Marte: inimmaginabile».
Però un regalo all’Empoli lo farà: la società spera di aprire un’asta per lei...
«Questi sono discorsi, ma contano i fatti. Che, ad oggi, stanno a zero. Anzi, dicono che ho un contratto di 4 anni con l’Empoli».
Ma non pensa proprio al suo futuro?
«Il mio futuro, ora, sono le sfide contro l’Inter e Torino. Che vogliamo e dobbiamo giocare al massimo perché il 10º posto è alla portata».
Dunque è un obiettivo vero...
«Certo che lo è. Raggiunta la salvezza ci siamo guardati negli occhi, nello spogliatoio, e ci siamo detti che dovevamo arrivare al 10º posto. L’alternativa era scendere in campo per pascolare a fare brutte figure. Abbiamo deciso di prendere un’altra strada e credo che le ultime due partite ne siano una testimonianza».
In effetti, se non fosse stato anche per strane decisioni arbitrali, al 10º posto potevate già esserci.
«Non commento...».
Eppure, vista la direzione di Valeri col Carpi, anche il suo gesto della manette andrebbe forse rivalutato.
«No, l’errore resta. Ho fatto solo del male a me e all’Empoli. Quindi non lo rifarò né lo rifarei».
In ogni caso il 10º posto passa un risultato positovo in casa dell’Inter.
«E quello cercheremo di ottenere. L’avversario è forte, lo sappiamo, ma siamo decisi a giocarcela fino alla fine».
@DavidBiuzzi
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