Il Tirreno

Empoli

«Questa salvezza è figlia di tutti noi empolesi»

di David Biuzzi
«Questa salvezza è figlia di tutti noi empolesi»

Fabrizio Corsi non nasconde la gioia ma rimanda tutti i discorsi sul futuro

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EMPOLI. Non è una dedica, ma addirittura qualcosa di più. La testimonianza di una simbiosi, di un modo di essere comune che ha prodotto, come risultati, un piccolo miracolo sportivo che si chiama salvezza. Lo ha spiegato il presidente Fabrizio Corsi domenica, sul terreno del Carlo Castellani, quando ha risposto all’applauso del popolo azzurro con queste parole: «Questo grande risultato – ha detto – è figlio del modo di essere e di pensare degli empolesi. Di quelli che sono tifosi, ma anche degli altri».

L’Empoli espressione di Empoli, insomma. «Lo penso davvero – ribadisce, a 24 ore di distanza, il massimo dirigente – l’espressione di questa squadra è conseguenza del modo di essere della gente di Empoli. Qui c’è passione ed equilibrio come, forse, nessuno ha. Da altri parti hanno sicuramente numeri diversi, e quindi interessi economici diversi, ma la nostra cultura a livello sportivo ci consente di ottenere questi risultati. Anche se...».

Anche se?

«Anche se a volte mi arrabbiò pure io. Ad esempio quando vedo i nostri raccatapalle che tifano per la Juve ed esultano se la Juve segna ad Empoli. È successo. Come mi è successo di vedere tanti empolesi che tifano per la Fiorentina essere arrabbiati neri la settimana dopo il derby. A quei bischeri, e lo dico con affetto perché molti li conosco pure, vorrei dire che magari potrebbero abbozzare un mezzo sorriso per la squadra della loro città. Ma alla fine, probabilmente, fa tutto parte del pacchetto Empoli. Che mi tengo stretto».

Domenica, però, anche i tifosi dell’Empoli hanno fatto una cosa insolita: uno striscione per Giampaolo. Neanche Sarri, lo scorso anno, lo aveva avuto...

«Questo perché Giampaolo, oltre a ottenere risultati, è stato molto bravo anche nel modo di porsi, sotto l’aspetto comunicativo. Sarri, sotto questo profilo, ha ancora tanto da migliorare. Il nostro allenatore, invece, non ha mai detto una parola fuori posto ai suoi giocatori, alla stampa o ai tifosi. E in un ambiente positivo come il nostro certi modi di essere vengono apprezzati. A tutti i livelli».

Non ci ha detto, però, se Giampaolo resterà o meno.

«Non ve l’ho detto e non ve lo dico perché non lo so. Abbiamo detto e ripetuto che parleremo di tutto alla fine. Ora vogliamo e dobbiamo concentrarci sulle prossime due partite, perché all’obiettivo del decimo posto ci teniamo davvero. Passa per un risultati positivo da strappare in casa dell’Inter e, dunque, è durissima. Quindi ci concentriamo su questi ultimi impegni prima di affrontare qualsiasi discorso sul futuro».

Comunque si annuncia un’estate movimentata.

«Penso proprio di sì. Ma al di là delle scelte che faremo insieme al direttore Carli avremo di sicuro una grande vantaggio».

E cioè?

«La pa ura».

La paura?

«Sì, la paura di retrocedere. Perché la terza salvezza non ci è mai riuscita a sarà un’impresa molto ma molto complicata. Ma questa paura, per come la vedo io, sarà un fattore positivo. Se ci fate caso anche quest’anno rischiano di retrocedere una o più squadre che questa paura non l’avevano. Anzi, una è già retrocessa».

Motivo in più per pensare a un mercato con molti movimenti.

«Non sarà facile sostituire i giocatori importanti che sono destinati a partire, questo è poco ma sicuro. Ma ci proveremo, come sempre, puntando sull’entusiasmo e le motivazioni di chi arriverà da noi, magari scelto dalle categorie inferiori e affammato. Ma, ripeto, non è questo il momento di pensare a certe cose. Domenica abbiamo vissuto una bella festa perché se la meritava Empoli e se la meritava l’Empoli. Però ora è doveroso chiudere bene».

E cioé al 10º posto.

«Magari. Ho già spiegato che la differenza di introiti fra arrivare 10º e 11º è di 2,5 milioni. Ma c’è anche un altro aspetto: nel girone di ritorno abbiamo fatto 13 punti e questo dato offusca un po’ la bella stagione che stiamo vivendo. È anche un aspetto sul quale dovremo riflettere, noi per primi, per capirne fino in fondo le cause e i motivi. Di solito l’Empoli è sempre andato a crescere ed è così che ci piace. Quindi, ora, testa bassa per fare risultato in casa dell’Inter e poi, forse, per giocarci questo piazzamento col Torino».

Il futuro, insomma, può attendere...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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