Italia
Gli azzurri di domani fra gioia e speranze
Picchi e Tchanturia raccontano l’emozione della prima volta
EMPOLI. «Continua a piantare i tuoi semi, perché non sai mai quali cresceranno, forse lo faranno tutti». Poche righe ma efficaci quelle scritte da Albert Einstein. Poche righe che incarnano in pieno la filosofia calcistica dell'Empoli. Gli azzurri continuano a piantare i loro semi e a far fiorire giovani talenti pronti a sbarcare in prima squadra. Gli ultimi due sono, in ordine di tempo, un livornese e un georgiano. Una strana coppia quella formata da Alberto Picchi e Roman Tchanturia che mercoledì ha collezionato la prima convocazione in serie A in occasione della sfida col Verona. Un piccolo passo verso un grande sogno.
Prima partita in serie A, dite la verità, mercoledì vi tremavano un po' le gambe?
Picchi: «È sempre emozionante calcare un campo di serie A e anche se siamo stati in panchina a noi va più che bene. Io ho realizzato un sogno ma non mi accontento. Bisogna continuare a dare il massimo per provare un giorno anche a scendere in campo».
Tchanturia: «Non posso che essere felice. Quando l'ho saputo non ci potevo credere. Il sogno è arrivare un giorno al livello dei giocatori che abbiamo avuto la fortuna di vedere in campo. Stiamo lavorando sodo per questo».
Dopo la prima panchina adesso puntate all'esordio?
Picchi: «Lo spero. Magari quando e se ci sarà la possibilità ma soprattutto se lo meriterò. Non è che devo entrare perché siamo salvi ed è finito tutto, voglio farlo perché secondo il mister è giusto».
Tchanturia: «Una conquista da fare con il lavoro e il sudore. E visto che ci è stata data la possibilità di andare in panchina, ora dobbiamo cercare di lavorare ancora di più».
Il segreto di questo Empoli è il gruppo: come vi ha accolto la prima squadra?
Picchi: «È proprio vero, il gruppo è magnifico. C'è grande spirito di sacrificio, siamo affiatati, i più grandi ci hanno fatto sentire subito a casa. Ora capisco davvero perché questo Empoli va così forte».
Tchanturia: «Il clima dello spogliatoio mi ha colpito molto. C'è amicizia, sia dentro che fuori dal campo. E poi ogni giorno si impara qualcosa di nuovo, ogni allenamento è una sorpresa».
La prima volta per voi giovani, ma alla fine col Verona la gara l'ha decisa... un vecchietto.
Picchi: «Alla faccia del vecchietto... Maccarone sembra il più giovane di tutti. È un trascinatore. Bisogna solo prendere esempio da lui».
Tchanturia: «Non ci sono parole per descrivere un giocatore come lui. Come attaccante posso dire che è un modello da imitare».
Ora però è il momento di tornare in Primavera per dare la caccia ai playoff.
Picchi: «Giochiamo con l'Avellino e bisogna dare il massimo, soprattutto noi che abbiamo vissuto questa esperienza in prima squadra».
Tchanturia: «Dobbiamo e vogliamo vincere. Vincerle tutte».
Della serata col Verona resta la prima maglia... da A.
Picchi: «È già messa da parte, va conservata per forza».
Tchanturia: «È una maglia preziosa, un ricordo che porterò sempre con me».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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