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L’INTERVISTA

Bittante è pronto a mettersi... in pista

Bittante è pronto a mettersi... in pista

Il terzino, ex Fiorentina, si racconta: «Ho iniziato facendo danza»

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EMPOLI. Ha iniziato la stagione in sordina. Ma in punta di piedi, gara dopo gara, Luca Bittante si è ritagliato spazio fino a diventare protagonista. Già, in punta di piedi proprio come farebbe un ballerino. Lui che ha iniziato da piccolo con la danza classica è pronto a “ballare” nel derby contro la sua ex squadra. «Sarà una bella emozione affrontare la Fiorentina – racconta – sarà una gara speciale ma adesso penso solo all’Empoli. La Fiorentina è la società in cui sono cresciuto e sono molto legato ai viola, ma il mio pensiero adesso è solo all’azzurro e a questa società che mi ha dato fiducia e mi sta permettendo di giocare in serie A».

Una fiducia ripagata da Bittante che nelle ultime settimane ha trovato maggiore continuità. «Non è facile ambientarsi subito per chi arriva dalla B – spiega – piano piano mi sono inserito, ho capito il modo di giocare della squadra. Dal punto di vista difensivo sicuramente mi sento migliorato, ho acquisito anche più esperienza».

Un bel salto, simile a quello che hanno fatto due suoi vecchi compagni nelle giovanili della Fiorentina: Babacar e Bernandeschi . «Sono due ragazzi cresciuti con me – racconta – si vedeva già nelle giovanili che avevano talento. Babacar purtroppo ha avuto tanti infortuni che non gli hanno permesso di esprimersi al meglio. Federico è bravissimo e farà ancora tanta strada».

Ricordi di giovani che sognavano la serie A, ricordi che a Bittante riportano alla mente quando ha deciso di iniziare a giocare a calcio, lui, che prima faceva il ballerino. «È vero – racconta Bittante – ho iniziato facendo danza classica, da piccolo non ero appassionato di calcio mi piaceva danzare. Ma poi ho smesso, mio fratello e mio padre giocavano a pallone e da lì ho iniziato anche io a giocare a calcio e adesso eccomi qua».

E allora con la Fiorentina, è proprio il caso di dirlo, Bittante è pronto a mettersi in ballo. «Mi piacerebbe giocare, sarebbe una grande soddisfazione, vorrei dimostrare a tutti la mia crescita e soprattutto vorrei dimostrare che a questi livelli ci posso stare. Il derby Sarà una gara importante, è una partita diversa dalle altre e i tifosi ci tengono molto. Conquistare punti vorrebbe dire salvarsi, quindi questa gara varrà doppio. Sia noi che loro non stiamo attraversando un gran periodo, ma loro hanno enormi potenzialità e aspirano a un campionato di alto livello».

A sfidarsi domenica anche Giampaolo e Paulo Sousa, due tecnici diversi ma per certi aspetti simili. «Mister Giampaolo parla molto con noi giocatori ci spiega sempre tante cose, ci aiuta a crescere. Paulo Sousa l’ho conosciuto per poco tempo in ritiro, ha carattere e si fa rispettare».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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