Alberto e Maurizio cullano un sogno... a quattro guanti
Pelagotti è cresciuto nel vivaio azzurro, Pugliesi ha giocato in tutte le categorie ora sperano che mister Giampaolo li faccia esordire nel campionato di serie A
EMPOLI. Quell'esordio in serie A lo sognano da quando erano bambini, da quando hanno iniziato a tirare due calci, anzi qualche schiaffo ad un pallone. Quei guanti consumati sotto il sole e in mezzo al fango adesso, vogliono assaporare l'erba delle platee che contano. Alberto Pelagotti e Maurizio Pugliesi ci credono e questo sogno vogliono coronarlo. Per Alberto sarebbe un altro gradino nel suo percorso di crescita, per Maurizio la ciliegina sulla torta di un'ottima carriera. E tra qualche gara potrebbe arrivare davvero il momento buono, il momento di alzarsi dalla panchina e di scrivere il proprio nome nella storia.
Quanto sperate nell'esordio in serie A?
Alberto: «Ci spero molto, sono una persona molto ambiziosa, speriamo adesso di arrivare alla salvezza e spero il mister mi dia l'opportunità di giocare le partite che mancheranno alla fine del campionato. Non importa se saranno 3, 2 do una sola partita l'importante è realizzare questo sogno».
Maurizio: «È dall'anno scorso che inseguo questo traguardo, anzi probabilmente da quando gioco a calcio. L'occasione di giocare in serie A è arrivata la scorsa stagione e se quest'anno arrivasse l'opportunità anche solo di giocare 5 minuti in serie A sarebbe una grande soddisfazione. Potrei dire di aver giocato in tutte le categorie, sarebbe il coronamento di una discreta carriera di cui vado orgoglioso».
Vi chiamano portieri di riserva, un ruolo difficile perché si gioca poco ma importante per l'economia della squadra...
Alberto: «Io e Maurizio cerchiamo di stare vicino alla squadra e soprattutto a Lukasz (Skorupski, ndc), cerchiamo di aiutarlo a lavorare nel miglior modo possibile, di dargli una mano sulle palle inattive e su varie situazioni di gioco. Soprattutto cerchiamo di aiutare il gruppo a stare unito. È ovvio che non è semplice non giocare però sappiamo di essere importanti allo stesso modo».
Maurizio: «Il ruolo del portiere è strano o giochi o non giochi, però devi essere pronto in qualsiasi momento, ci sono infortuni, squalifiche, all'improvviso potresti scendere in campo. Devi lavorare ogni giorno in settimana come se dovessi scendere in campo, poi è ovvio che adesso c'è Lukasz che sta facendo bene, dobbiamo trasformarci in motivatori».
Ci raccontate pregi e difetti l'uno dell'altro?
Alberto: «Maurizio è un grande lavoratore, all'età che ha è difficile trovare uno che si impegna così tanto e che aiuta il preparatore dei portieri Mauro Marchisio. Difetti? Non ne trovo».
Maurizio: «Oltre a essere un grande portiere Alberto è anche una grande persona, con lui vado a nozze, anche perché ormai sto più insieme a lui che con la mia famiglia. Se devo trovargli un difetto è che è poco puntiglioso, alla sua età dovrebbe volere le cose per forza, deve avere voglia di migliorare perché ha tanti margini di crescita».
Che cosa sta succedendo all'Empoli?
Alberto: «Abbiamo fatto un girone di andata che nessuno si aspettava, forse questo avrà un po' influito sulla testa di molti di noi. Un rilassamento può essere arrivato, ma dal punto di vista del gioco abbiamo sempre fatto grandi partite. L'Empoli può giocarcela con tutte, dal Verona alla Juve. Nel girone di ritorno abbiamo giocato al di sotto dei nostri livelli ma penso che il momento negativo sia passato.
Maurizio: «Se vogliamo parlare di flessione, c'è stata solo dal punto di vista dei risultati. Nel girone di andata abbiamo vinto alcune gara anche quando non meritavamo, ultimamente giochiamo meglio degli avversari ma non riusciamo a raccogliere quanto esprimiamo. Credo che la chiave sia questa».
E ora arriva la Juve…
Alberto: «Dovremo dare il sangue, giochiamo contro la capolista, in questo momento hanno una ferocia che li distingue da tutti e grazie a questa riescono sempre a portare a casa il risultato. Ma se facciamo l'Empoli possiamo batterli».
Maurizio: «Sulla carta è una partita impossibile, ma noi andremo a Torino a giocarcela come abbiamo fatto con chiunque».
Buffon è ancora il più forte portiere in circolazione?
Alberto: «È in assoluto il più forte di tutti, ma io sono di parte perché è da sempre il mio idolo, un modello da seguire. Ha battuto ogni record, a volte sembrano irreali le parate che riesce a fare».
Maurizio: «Nonostante sia un mio coetaneo - dice ridendo - è il migliore. I numeri parlano per lui, adesso ha anche battuto il record di imbattibilità credo che non ci sia altro da aggiungere».
Prima l'esordio in serie A, poi cosa vi riserverà il futuro?
Alberto: «Il mio futuro ovviamente è diverso da quello di Maurizio - dice mentre il compagno gli chiede scherzosamente se vuol fare a cambio di età - però sono ambizioso e vorrei riuscire a giocare titolare in A. È il mio sogno da quando ero bambino, vorrei farlo nell'Empoli e in nessun altra squadra».
Maurizio: «È dura pensare anche a domani. Vorrei giocare finché posso, finché avrò voglia di buttarmi per terra vorrò sempre giocare ma è chiaro che a quest'età è sempre più dura. Se penso a un futuro lontano mi piacerebbe rimanere in questo ambiente come preparatore dei portieri».
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