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È un altro Empoli: non sa più a vincere
Contro il Palermo fatica tanto e non sfrutta il match point, il punto può andare ma la strada sarà più lunga del previsto
EMPOLI. Sarà meno semplice di quanto l’Empoli, quello del girone d’andata, lasciasse credere. Sarà meno veloce di quanto il popolo azzurro avesse sognato. Anche il secondo match point, dopo quello sprecato col Frosinone, non va a segno. Anche stavolta la truppa di Giampaolo lo gioca sul proprio servizio, ma finisce per sprecarlo.
Azzurro... opaco. Il successo che manca da più di due mesi, insomma, non arriva. E, al di là di tanti aspetti contingenti, non arriva per un motivo che, dopo la sfida col Palermo, appare anche semplice: l’Empoli, oggi, non è in grado di vincere. Non è più la squadra che aveva incantato l’Italia e impartito lezioni di calcio a destra e a sinistra. Forse la truppa si è sentita in porto prima del tempo, forse è un calo fisiologico, forse un ridimensionamento (nel senso letterale del termine: tornare nella propria dimensione) dopo un periodo straordinario (anche in questo caso in senso stretto: fuori dall’ordinario), forse è un blocco mentale (come dice Giampaolo) perché la vittoria manca ormai da troppo tempo. Probabilmente non c’è un solo motivo, ma un po’ di tutti quelli elencati. Fatto sta che coi rosanero l’Empoli gioca una delle sue partite peggiori. Poche idee, ancora meno le occasioni, una fatica immane a guadagnare metri di campo. Anche perché le stelle non s’accendono e il miglioramento di Paredes non pareggia la giornata no delle punte e di Zielinski. Certo nel conto vanno messi i meriti (?) dei rosanero, che disegnano un 4-1-4-1 che più difensivo non si può (con Jajalo a uomo su Saponara). Tutti dietro la linea della palla, tutti (spesso) nella propria metà campo. Qualcosa di più, però, l’Empoli poteva e doveva farlo.
La politica dei piccoli passi. Ma, evidentemente, oltre a tutti i limiti attuali ha prevalso anche la paura di perdere. Ovvero di non prestare il fianco alle ripartenze dei siciliani (che ci sono state e qualcuna persino pericolosa). Meglio un piccolo passo avanti, insomma, che rischiarne uno grosso indietro. Se il primo tempo di studio poteva anche starci, infatti, è soprattutto la ripresa che lascia un briciolo d’amarezza viste non solo le difficoltà nel fare gioco, ma anche quelle nella riconquista della palla: poca, troppo poca intensità.
Il lato positivo. Ma non è tutto un pianto, sia chiaro. Ogni medaglia ha il suo rovescio e il lato positivo di quest’altra occasione sprecata sta in un paio di numeri e non solo. I primi sono lo 0 alla casella dei gol incassati (non a caso nel giorno del ritorno della coppia Tonelli-Costa) e l’1 in quella dei punti conquistati (con la fatidica quota 40 ora a -4). L’altro è l’apporto costante e maturo della Maratona, che dopo averla applaudita a lungo questa squadra è disposta anche a coccolarla. Serve. Perché dopo la sosta ci saranno, in rapida successione, le sfide impossibili con Juventus, Fiorentina e Lazio. E, a dirla tutta, servirà anche un altro Empoli. Il vecchio Empoli.
@DavidBiuzzi
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