Il presidio
Paredes non lascia spazio all’amarcord
«Sono legato ai giallorossi, ma darò il massimo per batterli»
EMPOLI. La crescita di Leando Paredes, che sul campo è sotto gli occhi di tutti, si può misurare anche fuori. E, più precisamente, davanti a un microfono. Finora, infatti, il soprannome che si era guadagnato a Roma nelle sue rare apparizioni in salta stampa, “Er monosillaba”, gli calzava a pannello. Ma stavolta no. Già, in vista della nuova sfida contro i giallorossi, contro la squadra del suo passato e forse anche del suo futuro, l’argentino dagli occhi di ghiaccio sembra più sereno e più sicuro. Proprio come quando smista il gioco (dell’Empoli) nella sua nuova posizione di play basso, di regista.
«Ruolo in cui mi trovo sempre meglio – sottolinea – mi è piaciuto da subito e mi piace sempre di più. So di dover migliorare ancora molto, sia in fase di possesso che quando c’è da aiutare la difesa, ma mi trovo davvero bene. E per questo ringrazio mister Giampaolo che ha avuto l’idea di piazzarmi lì e la fiducia di tenermi in quello stesso ruolo».
Calcisticamente è la stessa storia, anche se bruciando le tappe, di Riquelme.
«Che è sempre stato ed è anche ora il mio punto di riferimento. Ho avuto la fortuna di giocarci insieme, nel Boca, e ho cercato di ispirarmi a lui il più possibile, di rubargli i segreti. Mi ha aiutato tanto e gli sarà sempre grato».
Ora ha la possibilità di farsi ammirare, in questa nuova veste, anche dalla Roma...
«È un’emozione giocare contro la Roma. È la società che per prima ha creduto in me, che mi ha portato in Italia. Ho ancora tanti amici fra i giallorossi. Sarà una partita speciale, è vero, ma è solo un motivo in più per fare bene, per dare tutto quello che posso dare. Ora il mio presente si chiama Empoli e dobbiamo cercare di portare a casa i punti. Mi sento legato alla Roma, insomma, ma darò tutto per batterla».
Di sicuro non sarà facile.
«Per niente. La Roma ha uno squadrone, tanti giocatori forti. Stanno bene, come dimostrano i risultati e non solo. Ma noi, come sempre, proveremo a fare il nostro gioco, a metterli in difficoltà, e a uscire dal campo con qualcosa».
Eppure il momento non sembra particolarmente felice, anche per il nervosismo che ultimamente sembra aver preso il sopravvento.
«È un atteggiamento sbagliato e ci siamo resi conti che, ultimamente, da questo punto di vista siamo mancati. Ne abbiamo parlato (il ds Carli martedì ha tenuto a rapporto il gruppo proprio su questo argomento, ndr) e siamo decisi a cambiare rotta da subito. Anche perché abbiamo capito che il nervosismo non ci porta nessuno vantaggio. Anzi».
E la Roma non è un avversario che ha bisogno di vantaggi.
«Sarà durissima, ripeto. Ma ci proveremo dando il massimo».
Che effetto le fa sfidare la squadra che potrebbe anche essere il suo futuro?
«Non penso in questo modo. Almeno non ora che manca ancora moltissimo tempo alla fine della stagione. Certo il mio primo obiettivo è quello di tornare alla Roma, ma solo dopo aver fatto bene qui a Empoli».
Roma primo obiettivo? In realtà per lei ora si parla persino del Barcellona.
«Ribadisco che la Roma è il mio primo obiettivo. Ma anche che, almeno per il momento, sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Devo crescere ancora tanto e soprattutto devo fare bene fino alla fine della stagione. Quello che hai fatto ieri, nel calcio, non conta più. Poi, a tempo debito, vedremo cosa succederà. Ma ora bisogna giocare e giocare bene, per il mercato c’è tempo».
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