Una bufera su Celi ma Carli non affonda
«Ha sbagliato, però resta un ottimo arbitro». Corsi diffidato
EMPOLI. È il calcio ai tempi dei social network. Ma anche in quello della corsa allargata per lo scudetto. Basta poco, in certi casi, per accendere la miccia. E al Castellani, per l’Epifania, di episodi ce n’è sono stati anche più di uno. Così il direttore di gara, Celi della sezione Aia di Bari, è finito nel mirino non solo dei tifosi azzurri, ma anche e soprattutto di quelli delle altre contendendi al titolo: Juventus, Napoli, Fiorentina.
Così sul web, ma anche e soprattutto su Facebook e su Twitter, i due rigori solari non concessi a Pucciarelli hanno spopolato per ore. Con fotomontaggi anche ironici (da Celi in versione Befana che regala la calza da 3 punti a Mancini fino all’immagine di Maurillo che tocca la palla senza più quella di Pucciarelli davanti a lui passando per il tradizionale “furto con scasso), ma comunque tutti univoci: le decisioni del direttore di gara hanno favorito il successo dell’Inter. Un sentire comune, a Empoli. E forse anche nell’Empoli, visto che il presidente Corsi è stato ammonito con diffida - ma non squalificato - per le due paroline due rivolte proprio a Celi alla fine del match.
Eppure l’Empoli, fedele alla sua filosofia, sceglie il profilo basso. Anche sull’episodio del breve confronto tra massimo dirigente e direttore di gara. «Ero lì – rivela il ds Marcello Carli – e il presidente ha fatto solo una battuta all’arbitro. È stato ironico, anche per stemperare il clima, ma evidentemente male interpretato».
Nessuna accusa diretta, insomma. Come da copione. «È evidente che Celi abbia commesso almeno due grossi errori – continua Carli – ma sono gli stessi errori che posso commettere io quando scelgo un giocatore, Maccarone quando calcia in porta o Skorupski quando deve parare. Fanno parte del gioco, insomma, e vanno accettati. E soprattutto non possono e non devono mettere in discussione Celi che è un ottimo arbitro».
Un ottimo arbitro finito però in mezzo a una bufera mediatica. «Questo succede perché la lotta per lo scudetto quest’anno riguarda tante squadre – spiega il dirigente – c’è equilibrio e gli episodi possono fare la differenza. Di sicuro in pochi si sono scandalizzati perché è stato l’Empoli ad essere oggettivamente penalizzato da questi errori».
Errori che si ripetono, oltretutto. Visto che dopo 18 partite di campionato gli azzurri non hanno ancora avuto un calcio di rigore a favore (né contro, in realtà). «Effettivamente sui rigori non siamo molto fortunati quest’anno – dice ancora il direttore sportivo – e aggiungo anche che faccio fatica a capire come si possano non vedere quelli contro l’Inter o anche quello su Saponara nel derby di Firenze. Però è successo e non possiamo farci nulla».
E anche il presidente Corsi, ai microfoni di Radio Lady, taglia corto sul tema arbitrale. «Sappiamo fin dall’estate cosa ci aspetta. Lo sappiamo prima che cominci il campionato e quindi bisogna avere l’atteggiamento giusto. La speranza, poi, è quella di non dover rimpiangere alla fine questi punti persi per strada per colpe non nostre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
