L’Empoli ai confini della realtà
Giocate da PlayStation, classifica da brividi e record battuti in serie: così è una meraviglia
EMPOLI. Un tempo di studio, tre gol fantastici in avvio di ripresa, una classifica che quasi spaventa e una serie di record impensabili. È l’Empoli, signore e signori. Quello che continua a regalare e regalarsi gioie incredibili. Quello che manda al tappeto pure il Carpi, si porta addirittura al nono posto (in attesa del recupero del Torino) in una classifica da fotografare e conservare e, soprattutto, a +10 sulla zona rossa. Una meraviglia. E se è un sogno fate il favore di non svegliarci.
La squadra dei record. Una situazione ai confini della realtà, o qualcosa del genere. Immortalata da un paio di immagini che regala il Castellani. La prima è l’abbraccio - bello, sincero, intenso - fra Saponara e Giampaolo dopo il gol del fantasista, la seconda arriva direttamente dal popolo azzurro, con la sciarpata della Maratona (a metà ripresa, a giochi ormai fatti) accompagnata dal coro di “Nel blu dipinto di blu” di Modugno. Volare, insomma. Proprio quello che stanno facendo gli azzurri. E il decollo non è legato a una semplice speranza. No, ha basi solide. Quelle dei numeri, della scienza esatta. Dei record, nel caso specifico. L’Empoli, infatti, nella sua quasi novantennale storia non aveva mai vinto tre partite di fila nel massimo campionato. Ed è solo l’inizio: l’Empoli non prende gol da 3 partite, l’Empoli ne segna almeno 1 da 10 partite consecutive, l’Empoli ha 7 punti in più rispetto alla scorsa stagione. Numeri che potevano starci al piano di sotto, dove gli azzurri spesso hanno camminato nelle zone nobili della classifica. Già, ma questo è il tavolo dei grandi, il torneo delle grandi città e della grandi realtà. È la serie A.
Come la PlayStation. Non sembra vero, insomma. Un po’ come i gol che regalano quest’altra settimana di gloria azzurra. Perché sono di qualità eccelsa. Il primo arriva al termine di un’azione che Maccarone, il trascinatore della truppa, avvia e conclude ma è arricchito anche dalla buona giocata di Mario Rui e lo splendido assist di Zielinski; il secondo nasce da un’intuizione della coppia Big Mac-Saponara con il primo che si traveste da fantasista disegnando una palla al bacio e il secondo che fa il bomber scartando il cioccolatino a spese di Belec; il terzo arriva con una giocata quasi da fantascienza di Buchel che sceglie la traccia interna quasi impossibile (già, quasi...) per armare ancora il suo capitano. Tra azioni così belle da essere difficili non solo sul campo ma anche alla PlayStation. Un’apoteosi, insomma. Da consumare e vivere in soli 15 minuti e, valore aggiunto, che arriva dopo un primo tempo tutt’altro che facile, tutt’altro che spumeggiante.
Segnali di maturità. Già, perché il Carpi di fare la vittima sacrificale non ne ha molta voglia. E, almeno nel primo tempo, riesce a interpretare bene lo spartito preparato da Castori. Sceglie il 4-4-1-1, il tecnico emiliano, con Matos alle spalle di Lasagna e Borriello addirittura in panchina. Il piano, infatti, è chiaro. Difendersi e pungere in contropiede. Quasi riesce in avvio (ma Skorupski rimedia allo scivolone di Tonelli) e comunque il bunker tiene per tutto il primo tempo. Gli azzurri, però, non bravi a non andare a sbatterci la testa. Certo guadagnano pochi metri alla volta e con grande fatica. Creano il giusto e ogni tanto rischiano qualcosina, ma non smettono mai di metterci la testa insieme al cuore e alla gambe. Dopo il primo acuto, poi, il dispositivo del Carpi crolla come un castello di carta e, infatti, basta una manciata di minuti per seppellire avversario e partita. Un altro segnale di maturità: spesso le grandi, quelle abituate a occupare la parte sinistra della classifica, le partite le vincono proprio così...
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
