Il presidio
Carli stavolta non sorride «Questo ko mi brucia»
Il direttore sportivo non rimprovera l’Empoli però senza nascondere l’amarezza «Avevo la sensazione di poter centrare l’impresa, poi quei due brutti errori...»
EMPOLI. Ha ricevuto telefonate, sms e non solo. Tutti a complimentarsi. A partire dal collega (e amico) Fabio Paratici, uomo mercato della Juve, che lo ha fatto di persona a fine gara. Tutti ad elogiare l’Empoli, con il ds azzurro Marcello Carli.
Eppure i bei pensieri al dirigenti azzurri non bastano. No, lui stavolta fatica a mandar giù il ko degli azzurri. E, con la sincerità di sempre, non lo manda a dire. «Sia chiaro – sottolinea – non ho nessun rimproveo da muovere alla squadra che, come nel lavoro di ogni giorni, ci ha messo lo spirito giusto. Quello che mi secca, però, è aver perso una partita che potevamo fare nostra. Sì d’accordo, la Juve è la Juve, ma eravamo in pieno controllo dopo il gol di Maccarone e, in pochi minuti, la sfida si è capovolta più per le nostre colpe che per i meriti dei bianconeri».
È arrabbiato, insomma.
«Sì, lo sono. Non è che ce l’abbia con qualcuno in particolare, lo ribadisco, ma avevo la netta sensazione che l’impresa fosse possibile. Perdere contro la Juve per noi è la normalità, ma stavolta sentivo che poteva andare diversamente. Invece non è andata così a mi dispiace. Soprattutto per i ragazzi che meritavano di fare risultato e chiudere nel migliore dei modi un ottimo periodo. Invece 2-1 per loro a tutti a casa».
In realtà 3-1 per loro...
«No, per me è 2-1. Lo sapete che non parlo quasi mai di arbitri, ma l’errore dell’assistente Schenone sul terzo gol della Juve è quasi comico».
Ha pesato?
«Sono sincero, non credo. La Juve stava controllando la gara soprattutto dopo il passaggio al 3-5-2. Però ci ha impedito di provarci fino all’ultimo, di vivere altri 10 minuti di grande passione».
E ora?
«Ora spero e penso che questa mia rabbia sia quella del gruppo. Perché da qui dobbiamo ripartire verso un derby, quello di Firenze, che sulla carta sembra impossibile. Noi, però, dobbiamo avere la stessa fame di punti che avevamo dopo Frosinone. Ci serve quella voglia e quella follia che deve sempre guidarci. Perché, non dimentichiamolo, ad oggi non abbiamo fatto niente».
Vale a dire?
«Che il nostro sogno, la salvezza, è ancora lontano. E per raggiungerlo dobbiamo crescere tutti quanti, a partire da me. Solo così possiamo raggiungerlo».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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