Il Tirreno

Empoli

Empoli, è un buon punto ma...

di David Biuzzi
Empoli, è un buon punto ma...

Brilla in casa Samp e passa con un eurogol di Pucciarelli prima che un errore cambi la sfida

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EMPOLI. A dirlo prima, probabilmente, in pochi ci avrebbero creduto. E invece succede. Succede che l’Empoli esca da Marassi con un punto, un punto d’oro, ma che torni a casa addirittura in compagnia dei rimpianti. Già, non è il caso di tirare in ballo la sindrome di Kennedy (e quindi pensare a quello che poteva essere e non è stato) ma la prima immagine che rimane delle notte di Marassi è quella del minuto numero 22 della ripresa. L’Empoli è avanti da poco più di 5 minuti, è avanti con merito e per merito di un gol pazzesco di Pucciarelli. La truppa di Giampaolo sta controllando la partita in lungo e in largo, della reazione della Samp c’è poca traccia. Solo che, in un amen, Diousse si lascia portar via la palla da Fernando in una zona in cui tutto si dovrebbe fare meno che perdere la palla, e un secondo dopo l’ex Eder (ancora lui...) è già sotto la curva a braccia alzate. È l’episodio che cambia la partita, perché nei restanti minuti saranno ancora i blucerchiati a fare tutto meglio. Perderla, però, sarebbe stato troppo. Ma davvero troppo.

Due partite. In sostanza è l’episodio che spezza in due la partita. Perché se il finale pende dalla parte di Zenga, tutto il resto del match esalta gli azzurri. Che al Ferraris esibiscono per la prima volta la maglia nera e, per larghi tratti, sembrano davvero parenti dei mitologici Allblacks. La truppa di Giampaolo, infatti, si muove con l’armonia e la sincronia di una squadra di rugby e mette in crisi la Samp (che ha già i suoi guai, uno su tutti Cassano che gigoneggia ai margini del match). Impressionante, in questo senso, il rendimento della difesa con la coppia centrale Tonelli-Costa che si muove come se fosse una sola persona. I liguri, infatti, finiscono 10 volte 10 in fuorigioco e a Skorupski resta il lavoro di ordinaria amministrazione. Davanti, poi, Saponara non ha la brillantezza che lo aveva accompagnato fino al black out di Frosinone, ma poco ci manca. Quando s’accende lui, infatti, l’Empoli riesce sempre a creare pericoli (anche solo potenziali) e il principe delle trequarti si accende abbastanza spesso. Quando poi Pucciarelli s’inventa un gol da cineteca sembra davvero di essere di fronte a un’impresa che nasce. Lui, l’attaccante che corre come un centrocampista, piazza una giocata che premia tutti i suoi sacrifici e anche il momento migliore degli azzurri. Tirando le somme, dunque, l’Empoli è avanti con pieno e assoluto merito.

Errori di gioventù. Le basi per portare a casa il trionfo ci sono tutte, ma il conto da pagare è dietro l’angolo. Il già raccontato errore di Diousse, soprattutto, ma anche altre ingenuità. Come il ritardato ingresso di Krunic, perché Giampaolo si gioca anche la carta del doppio fantasista. Il bosniaco, infatti, è in panchina senza la maglia e tornare negli spogliatoi a prenderla costa una manciata di minuti. Sui titoli di coda, poi, c’è anche un orrore-fotocopia rispetto a quello del pari con Parades che concede l’ultimo sparo (fortunatamente a salve) a Barreto. Cose che succedono quando presenti in campo la squadra più giovane della serie A. Già, perché quella azzurra è una rosa con l’età media di poco superiore ai 25 anni e qualcosa vorrà pur dire.

Strada giusta. Ad esempio che ogni tanto possono capitare episodi come quello di Diousse. Che, al di là dell’errore, stavolta (e per la prima volta) entra in campo davvero male facendosi subito ammonire, rischiando il rosso poco dopo e rimediandolo poi negli ultimi minuti. Tutti aspetti che dicono che la sostituzione di Maiello è stata troppo affrettata.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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