Il Tirreno

Empoli

«Ora ho pagato il conto»

di David Biuzzi
«Ora ho pagato il conto»

Saponara si confessa e parla del futuro: «Non voglio andarmene a gennaio»

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EMPOLI. Il pensiero, diceva Karl Kraus, è ciò che manca a una banalità per essere un pensiero. Un’aforisma che calza a pennello per Riccardo Saponara. Lui, il gioiello azzurro, non riesce proprio ad essere banale. Non lo è sul campo, dove inventa calcio e recita poesie con il pallone, non lo è fuori, quando parla.

Dopo essere stato zitto (e fuori causa) per un mese, così, il fantasista non tradisce e, davanti ai giornalisti, fa una cosa purtroppo abbastanza rara: dice la verità. Senza nascondersi dietro a dichiarazioni di comodo, ammettendo i suoi errori e parlando del suo futuro con una sincerità sorprendente e disarmante.

«Ho pagato il prezzo per l’errore che ho commesso e ho imparato la lazione – dice, riferendosi ai tre turni di squalifica – a Frosinone ho avuto un atteggiamento da condannare. Ho dato una brutta immagine di me e, soprattutto, ho penalizzato la mia squadra. Non dovrà accadere mai più».

Ma la pena era commisurata al “reato” o no?

«Forse no. In campo ho sentito frasi ben peggiori delle mie. Ma capisco che sia giusto dare un segnale, quindi lo accetto. Ho sbagliato e mi scuso, ho pagato e ora sono pronto a tornare. Con ancora più voglia di prima».

Dispiaciuto che l’Empoli non abbia fatto ricorso?

«Istintivamente sì. Avrei voluto rientrare prima, ma la società mi ha spiegato i motivi di questa decisione e ho capito perfettamente».

Come ha vissuto questo periodo?

«Avrei voluto giocare, questo è chiaro. Ma mi sono allenato l massimo perché il lavoro quotidiano devi servirti per crescere. Sempre e comunque».

Lo screzio con Mario Rui era frutto del nervosismo per la squalifica?

«No. È stata una scaramuccia, niente di più. Sia io che Mario Rui abbiamo il sangue che ci scorre velocemente nelle vene: non vogliamo mai perdere, neanche in partitella. È successo questo episodio ma si è subito chiuso. Io e lui, d’altra parte, siamo compagni in campo e amici fuori».

L’Empoli ritrova un Saponara arrabbiato o...

«Motivato. Che ha capito il suo errore e non vede l’ora di tornare in campo a dare una mano alla squadra».

E Saponara che Empoli ritrova?

«L’Empoli in queste ultime tre partite è andato bene, molto bene. Ma non sono sorpreso perché questo è un gruppo unito e formato da 25 giocatori forti. Quindi sapevo che avrebbero fatto bene».

E Krunic?

«Mi riferivo soprattutto a Rade. Non mi ha sorpreso perché mi sono bastati pochi allenamenti con lui per capire che è un ottimo giocatore. Ed è solo all’inizio perché il suo processo di ambientamento è ancora in corso. È destinato a migliorare ancora, insomma».

Giocherete mai insieme?

«Non mi dispiacerebbe. Nel modulo attuale è difficile, ma Giampaolo può trovare la soluzione, se lo ritiene opportuno».

Liverpool, Everton, Juventus, Napoli: le dice niente questo elenco?

«Fa piacere sapere di avere estimatori, soprattutto così importanti. Però, per quanto mi riguarda, il discorso mercato ha senso solo per giugno. Non voglio andare via a gennaio perché ho un compito da portare a termine, salvare l’Empoli, o meglio salvarmi con l’Empoli».

Sente il peso di questa responsabilità?

«No. Le responsabilità mi piacciono, sono uno stimolo. E comunque, ripeto, io sono 1 dei 25 giocatori secondo me forti su cui l’Empoli può contare».

Pronto per la Samp?

«Prontissimo. Non vedo l’ora. Troviamo un avversario di grande valore e in ottima forma. Ma l’Empoli ha dimostrato che, quando fa le cose che deve fare, può mettere in difficoltà chiunque».

Quali cose?

«Semplice. Quelle che ci hanno fatto salvare lo scorso anno...».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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