Il Tirreno

Empoli

«Al traguardo si arriva soltanto con il gruppo»

di David Biuzzi
«Al traguardo si arriva soltanto con il gruppo»

Ha osservato la squadra dall’alto e quello che ha visto gli è piaciuto molto

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EMPOLI. Ha sofferto in tribuna, come larga parte del popolo azzurro. Fra i tanti strascichi del disastro di Frosinone, infatti, c’era la squalifica di Marco Giampaolo che il suo Empoli - almeno nel match col Sassuolo - ha dovuto seguirlo lontano dal campo. Lo ha fatto in compagnia dei suoi sigari, ovviamente in costante contatto con la panchina di Giovanni Martusciello, ma senza poter dettare indicazioni direttamente.

Dall’alto, però, si notano più cose e quello che ha visto gli è piaciuto assai. Non lo nasconde, l’allenatore, ora che ritrova la parola e, approfittando della sosta, fa il punto della situazione sulle ombre (Frosinone) e le luci (Sassuolo) che hanno accompagnato le ultime apparizioni della sua truppa.

«Dalla tribuna – racconta, partendo dal match di domenica scorsa – non hai la stessa partecipazione che c’è dal campo, ma sicuramente la partita si vede meglio dall’alto. Mi era capitato spesso ad inizio carriera, quando non ero abilitato, quindi ero abituato».

E che Empoli ha visto?

«Mi è piaciuto. La sensazione è che la squadra ci fosse sotto tutti i punti di vista. Quello della partecipazione, ma anche a livello tattico e fisico. Siamo stati bravi a restare sempre alti, a stabilirci nella metà campo avversaria impedendo al Sassuolo di sviluppare il suo gioco. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, insomma».

Poi premiato dal gol nel finale.

«La squadra ha avuto sempre il piglio di chi vuole vincere. Il giudizio sulla partita sarebbe stato positivo a prescindere dal risultato, ma è chiaro che la vittoria è un’iniezione di fiducia, se non altro a livello mentale, di cui avevamo bisogno dopo due sconfitte consecutive e ravvicinate».

Ha avuto ottime risposte anche dai debuttanti, come Krunic e Buchel, ma anche da chi aveva giocato meno, come Maiello.

«È vero. Un plauso particolare se lo meritano proprio quei ragazzi che si sono fatti trovare pronti. Ed è un aspetto molto importante, forse il più importanti. In fondo, al traguardo, dobbiamo per forza arrivarci col gruppo. Non ci sono altre possibilità. E in questo senso è confortante sapere che tutti i nostri giocatori di movimento, tranne Camporese che peraltro si sta allenando benissimo, hanno già giocato facendo sempre il loro dovere. È la nostra arma, senza dubbio».

L’esempio virtuoso può essere Krunic?

«Per certi aspetti sì. È un ragazzo che ha ancora problemi con la lingua, ma è molto intelligente e molto attento. Si è allenato quasi sempre nel ruolo di trequartista e domenica ha dimostrato di aver appreso bene per i movimenti senza palla e per la costante partecipazione alla fase di non possesso».

Si può dire che contro il Sassuolo ci sono state tutte le componenti che erano mancate col Frosinone?

«Secondo me no. Non sono d’accordo con i giudizi che sono stati dati su quella partita. Li rispetto, sia chiaro, ma a me la prova dei ragazzi era piaciuta. Era una partita diversa da quella con il Sassuolo perché diverso era l’avversario. Ma fino al gol dello svantaggio avevamo fatto tutto bene. Poi abbiamo commesso il grave errore di reagire male a quell’avversità, questo è vero, ma non è stata una partita completamente sbagliata».

Eppure anche Tonelli, a fine match, aveva parlato di uno spirito sbagliato...

«E, infatti, pur rispettando il suo pensiero non mi sono trovato d’accordo con le sue conclusioni».

La prova col Sassuolo, comunque, ha fugato qualsiasi dubbio. E ora?

«Ora dobbiamo sfruttare al meglio questa strana settimana. Strana perché mancano i nazionali. Lavoreremo per il recupero degli infortunati e sulla difesa, visto che i difensori ci sono tutti».

Contro la Roma, però, il problema sarà ancora il centrocampo...

«È vero. La squalifica di Zielinski, in questo senso, è molto fastidiosa. Anche con il Sassuolo, comunque, 3 elementi del nostro quadrilatero erano nuovi. Ora non resta che aspettare, perché conto sul recupero di Paredes e aspetto il rientro di Buchel. Quando saranno tornati in gruppo, è chiaro, lavoreremo molto sul centrocampo».

Diousse interno può essere una soluzione?

«Non credo. Per me è un play. In quel ruolo abbiamo 3 giocatori per 1 posto e tutti molto bravi. Il problema è lasciarne fuori 2, ma ce lo porteremo fino a maggio cercando sempre di fare la scelta migliore».

L’assenza di Saponara quanto peserà?

«Molto. Ma è inutile insistere su certe cose. Riccardo è un ragazzo intelligente, sa di aver commesso un errore e sono sicuro che tornerà ancora più forte. È il nostro valore aggiunto».

Il suo Empoli, ad oggi, ha gli stessi punti di quelli dell’anno scorso: ha un senso?

«Nessuno. Ogni partita ha la sua storia, figuriamoci le stagioni. Nel calcio 2 più 2 non sempre fa 4, anzi quasi mai».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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