Il presidio
Un selfie tinto... d’azzurro vale una trasferta gratis
L’idea è dell’Unione club che ha lanciato l’iniziativa attraverso Facebook Ogni mese sarà scelto e premiato il migliore scatto con un giocatore della rosa
EMPOLI. Un selfie... azzurro per andare gratis in trasferta al seguito dell’Empoli. È questa la nuova e divertente iniziativa lanciata dall’Unione Clubs azzurri, un vero e proprio concorso che coinvolge tutti i supporters dell’Empoli e che permetterà ai vincitori di viaggiare, senza costi, al seguito della squadra in alcune trasferte di questo campionato.
Ai tempi di Fecebook, Twitter e Instagram, insomma, anche il tifo, quello azzurro, dunque diventa sempre social e lo fa con una simpatica gara a suon di foto che è destinata sicuramente a lasciare il segno. Il regolamento del gioco è molto semplice. Basta armarsi di macchina fotografica o molto più semplicemente di uno smartphone e farsi un selfie. Dovrà trattarsi di na foto divertente, allegra, bizzarra, scattata rigorosamente insieme ad un calciatore della rosa dell’Empoli.
Il selfie dovrà poi essere postato sulla pagina Facebook dell’Unione Clubs, quello più simpatico sarà eletto come vincitore. L’autore del selfie primo classificato, ne sarà scelto uno al mese da qui alla fine del campionato, vincerà una trasferta in pullman gratis per seguire gli azzurri nelle loro battaglie lontano dal Carlo Castellani. La pagina Facebook sul quale postare la foto, come accennato, è Unione Clubs Azzurri Empoli, tutti quelli che parteciperanno insieme alla foto dovranno specificare anche il loro nome e cognome per essere poi ricontattati in caso di vittoria.
L’idea dell’Unione Clubs ha riscosso subito grande successo e già nel pomeriggio di ieri, a poche ore dal lancio, i tifosi si sono già fiondati su Facebook e hanno inviato le loro foto, quelle scattate in tempi non sospetti, con i campioni azzurri per andare a caccia della vittoria.
La corsa alla trasferta gratis, insomma, è cominciata, in questi casi non si può che dire: che vinca il miglior… selfie.
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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