Il Tirreno

Empoli

L’avviso di Tonelli «Ancora non basta»

di David Biuzzi
L’avviso di Tonelli «Ancora non basta»

«Siamo al 70% però abbiamo ripreso il percorso di crescita»

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EMPOLI. Aveva scelto la linea del silenzio, Lorenzo Tonelli: «Non parlerò per tutto l’anno». Lo aveva deciso alla fine di un’estate un po’ complicata, iniziata con gli straschichi del caso Denis, proseguita come chiacchierato uomo mercato e conclusa con il coinvolgimento in un incidente stradale. Non voleva parlare, Lorenzo Tonelli, ma ha cambiato idea dopo il disastro di Frosinone. Non a caso, ovviamente, perché il difensore ha deciso di farsi sentire nel momento più difficile confermando il suo ruolo di leader in campo ma anche fuori.

Parole dure, quelle del Matura, quasi un pugno in faccia all’Empoli: «Dobbiamo ricominciare a giocare da squadra e non ognuno per conto suo», la sostanza del suo messaggio. Messaggio che, evidentemente, è arrivato dove doveva arrivare. «Non so se ho fatto bene a dire quelle cose – spiega oggo il giocatore – forse avrei dovuto dirlo nello spogliatoio come qualcuno (la società, ndr) mi ha poi fatto notare. Però volevo mandare un messaggio forte a tutti, me compreso. Perché le nostre erano colpe complessive, di gruppo, e con il gruppo dovevamo uscirne».

E, vista la partita col Sassuolo, evidentemente ha fatto centro...

«Non saprei dire quanto peso abbiano avuto le mie parole. Di sicuro ho detto quello che pensavo e di sicuro contro il Sassuolo le cose sono andate diversamente».

La reazione c’è stata e il gruppo si è visto.

«Sì. Però non dobbiamo accontentarci. Anche perché, sempre secondo me, non siamo ancora al massimo. Ci sono margini di crescita importanti che possiamo, anzi dobbiamo sfruttare».

E a che punto è l’Empoli?

«Secondo me, ad oggi, siamo al 70%».

Il motivo?

«Siamo una squadra che è cambiata, in estate. È vero che sono rimasti molti dei protagonisti delle ultime stagioni, ma oltre all’allenatore sono andate via cinque o sei giocatori del vecchio gruppo. Sono arrivati ragazzi nuovi, al loro posto, e serve tempo per riuscire a conoscersi alla perfezione. Cosa che noi dobbiamo assolutamente fare».

Come mai?

«Perché, come ho detto dopo Frosinone, l’Empoli è una squadra che ha bisogno del suo gruppo, che deve esprimersi sempre e comunque collettivo. In questo modo poi emergono anche le individualità che abbiamo, ma non possiamo pensare di affidarci alle doti dei singoli per costruire un’altra salvezza».

Intanto col Sassuolo siete finalmente riusciti a chiudere la partita con la porta inviolata...

«E non è un aspetto di poco conto. Anzi, secondo me è fondamentale. Molti dei nostri successi sono stati costruiti proprio sulla solidità. Se scendi in campo e pensi che prima o poi un gol lo prendi non puoi avere la serenità per giocare come sapresti e come potresti».

Quindi anche in questo senso la vittoria contro il Sassuolo deve essere un punto di ri-partenza?

«No, non sono d’accordo. Non dobbiamo ripartire perché non ci siamo mai fermati. Stiamo portando avanti un percorso di crescita per tornare a essere squadra come lo eravamo. Ribadisco che quando si cambiano alcuni elementi è inevitabile che sia così. In questo percorso è capitata qualche sbandata e sono cose che possono succedere. Ora abbiamo ripreso la strada e non dobbiamo più sbagliare».

Altrimenti le toccherà interrompere di nuovo il silenzio e bacchettare pubblicamente il gruppo...

«Il messaggio, sia chiaro, era anche per me. Altrimenti non mi sarei permesso. Ripeto, ancora non ho capito se ho fatto bene o no, ma era quello che sentivo di dover fare e di dove dire. Tutto qui».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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