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Empoli

Defibrillatori, l’Uisp dice sì alla proroga

Il presidente Scali: «Servirà a spalmare i costi e migliorare la formazione»

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EMPOLI. Dopo appena 4 giorni dalla sua entrata in vigore la legge regionale riguardante l’obbligo del defibrillatore negli impianti sportivi ha subito una proroga. L’obbligo di dotarsi di Dae è slittato al 1º luglio 2016 e tirano un sospiro di sollievo dunque i gestori che non avevano avuto il tempo di mettersi in regola e le associazioni che non avevano ancora operatori formati. La vecchia legge ha rischiato di mettere i bastoni tra le ruote all’organizzazione di campionati di numerose discipline, ma tutto alla fine si è risolto. Ora il mondo dello sport ha 8 mesi per mettersi in regola e farsi trovare pronto a questa nuova importante data, che molto probabilmente sarà quella definitiva. «Siamo favorevoli a questa proroga – spiega Alessandro Scali, il presidente della comitato Uisp dell’Empolese Valdelsa – questa proroga serve principalmente perché incide sull’aspetto economico, dato che dotare un impianto sportivo di defibrillatore costa cifre variabili, ma che si aggirano attorno ai 1.000 euro. Sembra poco, ma per chi non riesce a far quadrare i conti in fondo all’anno, sono un’enormità e avere qualche mese in più, certamente aiuta. Ma la proroga serve soprattutto per consentire al mondo sportivo di mettersi in regola per quanto riguarda la formazione del personale qualificato all’uso delle apparecchiature. Il mondo sportivo del nostro territorio, uno dei più fecondi della Toscana, comprende centinaia di società sportive e decine di impianti, senza contare arbitri, istruttori, allenatori e varie altre figure tecniche. Stiamo parlando di un bisogno formativo per migliaia di addetti ai lavori. Fondamentale in questo senso è stata la sensibilità delle nostre amministrazioni locali, Comune di Empoli in testa, che assieme al 118 hanno avviato, da un anno, una campagna di formazione di massa – gratuita – del mondo sportivo. Nonostante questo, la richiesta di formazione non è stata ancora evasa. A questo serviva la proroga, solo a questo, non certo a “buttare la palla in tribuna”, come forse qualcuno ha pensato».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web