L’Empoli spazzato via in 8 minuti
Saponara e il primo tempo illudono, poi il black out e un ko che lascia tanti interrogativi
EMPOLI. Se il buongiorno si vede dal mattino per l’Empoli è ancora piena notte. Già, perché il campionato inizia con un passo falso interno che fa male, in una partita iniziata bene e proseguita in modo incoraggiante, ma gettata letteralmente alle ortiche con un avvio di ripresa da incubo. Otto minuti otto, fra il 10’ e il 19’ della seconda frazione, in cui il Chievo prima pareggia lo squillo di Saponara, poi mette la freccia e infine chiude - di fatto - i giochi con tre sberle che bruciano assai.
Il solito Empoli. Bruciano sì, perché provare a raccontarlo a chi avesse lasciato il Castellani alla fine del primo tempo sarebbe una vera impresa. Nella prima frazione, infatti, l’Empoli di Giampaolo non è esattamente quello di Sarri, ma gli somiglia. Gli somiglia assai. Anche come caratteristiche. Perché la squadra, finché mantiene in mano il pallino del gioco, è una cosa, ma non appena arretra e si fa sopraffare dagli avversari diventa fin troppo tenera. Succede anche in qualche frangente del primo tempo, quando una difesa quasi completamente nuova (c’è solo Mario Rui dei titolari dello scorso anno) scricchiola ma tiene. Un po’ per fortuna, ma soprattutto perché la partita è sempre in mano agli azzurri. Che non hanno moltissimo dalle punte, a parte il solito e prezioso sacrificio, ma dominano in mezzo con Saponara che danza fra le linee con l’eleganza di sembra, Croce che asfalta Radovanovic e il ragazzino, Diousse, che continua a stupire: debutta in A a 17 anni (diventerà maggiorenne a settembre) con la stessa sicurezza con cui poteva al massimo andare a giocare una partita fra amici al campetto. Il gol del fantasista e la facilità con cui gli azzurri inventano pericoli, insomma, è quella di sempre. Ma quello di sempre è anche il maledetto difetto di non concretizzare, di sprecare. Anche stavolta, al riposo, il vantaggio minimo è fin troppo stretto e il dato peserà. Eccome.
Il black out. Già, perché la ripresa inizia con un altro Chievo (che passa dal 4-4-2 al 4-3-1-2) ma soprattutto un altro Empoli. Il nuovo dispositivo tattico, infatti, consente ai gialloblù di piazza Rigoni su Saponara e Birsa su Diousse. Così l’azione azzurra parte con maggiore fatica e i veneti guadagnano campo. Niente di clamoroso, però, almeno fino al minuto numero 10’. Quando Meggiorini brucia Zambelli e Maccarone incornando in rete il gol del pari, infatti, le sicurezze dell’Empoli si sgretolano. In pratica Maccarone e soci smettono di giocare e l’unica cosa che in comune con il primo tempo sono i problemi di una difesa in cui Martinelli (altro debuttante scelto un po’ a sorpresa da Giampaolo) alterna buone cose a momenti assai duri, Barba fatica ad ergersi a leader e Zambelli (buono il suo primo tempo) esaurisce presto l’energia. Il Chievo, poi, fa quello che l’Empoli non ha fatto nel primo tempo, ovvero concretizza. Tutto, praticamente, perché Birsa prima e Paloschi poi scrivono la storia del match quando il cronometro segna 19. Notte fonda, insomma. Anche perché, altra situazione che merita un’attenta riflessione, tanti azzurri vanno contemporaneamente in riserva. Rispetto alle ultime apparizioni (l’amichevole col Genoa e il ko in Coppa Italia con il Vicenza), però, quello fisico sembra più un calo che un autentico crollo. Metabolizzati i tre pugni in faccia rimediati in rapida successione, infatti, l’Empoli ritrova qualche sprazzo di se stesso e, come riprende in mano la gara, finisce anche di soffrire. È chiaro, però, che così non basta. Servono rinforzi, sul mercato, ma anche miglioramenti, fisici e tattici. Altrimenti resterà sempre notte e sarà difficile godersi il giorno che verrà.
@DavidBiuzzi
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