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Il drone è tornato a “casa” Ieri mattina in volo sul Sussidiario
EMPOLI. Il drone è tornato a casa. Già, perché dopo la parentesi di Dimaro, chiamato da Sarri per il suo Napoli, l’aggeggio infernale che riprende gli allenamenti dall’alto ieri mattina è spuntato di...
EMPOLI. Il drone è tornato a casa. Già, perché dopo la parentesi di Dimaro, chiamato da Sarri per il suo Napoli, l’aggeggio infernale che riprende gli allenamenti dall’alto ieri mattina è spuntato di nuovo al Sussidiario, per regalare a Giampaolo e al suo staff una visione totale dei movimenti tattici dei giocatori. E davvero si può dire che è tornato a casa, perché contrariamente a quanto si pensa (e soprattutto si scrive sul molti mass media) l’ausilio del drone per il lavoro tattico sul campo non nasce da un’idea dell’attuale tecnico dei partenopei, ma da una proposta che l’Empoli ha colto al volo lo scorso anno. Alla società, cioé, venne prospettata l’ipotesi di avvalersi di questo mezzo e il team manager Accardi, che subito intuì le potenzialità, ne parlò con lo staff tecnico. Dirigenti, allenatore e collaboratori decisero di fare almeno una prova e il risultato fu soddisfacente. Tanto che Sarri, appunto, ha deciso di avvalersene anche in questo primo scorcio di avventura napoletana. Ma anche l’Empoli ha deciso di continuare a puntare su questa tecnologia per supportare il lavoro di Giampaolo (ovviamente d’accordo) e così la “zanzara elettronica” è tornata a ronzare sopra il Sussidiario.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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