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«Non vorrei deludere questi tifosi»
L’allenatore rivela la natura dei suoi dubbi e anche Carli conferma le sue tesi
MILANO. Non scioglie i dubbi sul suo futuro Maurizio Sarri e rimanda la decisione di almeno 3 giorni, la sua permanenza ad Empoli è ancora in dubbio. «Ieri sera ho parlato con il direttore per un po' – dice il tecnico – poi ci siamo guardati e abbiamo capito che eravamo molto stanchi e che ci saremmo dovuti rivedere dopo due o tre giorni. Ambizioni? È normale, è ovvio che ogni allenatore ha ambizioni e ha voglia di crescere, la mia paura è quella di non poter ripetere la stagione straordinaria che abbiamo fatto, sarebbe brutto deludere i tifosi dell'Empoli e la piazza ed è molto difficile ripetere una stagione come questa. Io cercato da altre squadre? Rischio di essere la seconda scelta in tutte le piazze: a me non piace fare i casting ne resto volentieri fuori. La mentalità dell'Empoli non è riproducibile nei grandi club, bisogna che vengano utilizzati più giovani dal settore giovanile e non 23 stranieri su 23, vedremo per prendermi una società deve essere coraggiosa». Il tecnico poi parla della sua squadra e del saluto a fine gara. «Non so quanti di questi giocatori ci saranno in ritiro, molti se ne andranno perché la società ha delle esigenze e li ho salutati perché indipendentemente da quello che farò io molti se ne andranno». Infine due parole su questa ultima gara di campionato. «Il primo tempo è stata una partita in cui le squadre hanno prestato attenzione solo alla fase difensiva, il secondo a quella offensiva. Siamo stati bravi a rientrare in partita, peccato per aver avuto qualche disattenzione nel finale. Sono contento per la prestazione dei due attaccanti Pucciarelli e Mchedlidze che hanno fatto una bellissima partita». Del futuro di Sarri, poi, ha parlato anche Carli. «Resta il nostro allenatore – sottolinea – ma ci prendiamo qualche giorno di pausa perché è giusto che lui rifletta sul suo futuro. L’Empoli, comunque, non si farà trovare impreparato anche se per ora non c’è niente di concreto con nessuno».
Alessandro Marmugi
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